Nazario Matachione c/ Walgreens Boots Alliance, richiesta di rettifica

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Oggetto: Nazario Matachione e/ Walgreens Boots Alliance; richiesta di rettifica.

In nome e per conto del Dott. Nazario Matachione, nato a Torre del Greco (NA) il 29.03.1970, Vi rappresento quanto segue.

In data 5/4/2019 la testata on-line "Puntoeffe" ha pubblicato una "richiesta di rettifica", riferibile alla Walgreens Boots Alliance Inc., rispetto a quanto emerso nella trasmissione Report, andata in onda su RAI 3 il giorno 1/4/2009 (con particolare riferimento al servizio "il male e la cura").
Nello specifico - e per quanto attiene alla posizione del mio assistito - la notizia rendeva nota la posizione della WBA che ha imputato al Dott. Matachione dichiarazioni "non veritiere" nel corso della predetta trasmissione televisiva.
Questo il passaggio in oggetto.
Quanto alle non veritiere dichiarazioni rilasciate dal farmacista di Torre Annunziata Nazario Matachione, circa presunte grosse differenze tra la merce materialmente a terra rispetto alle fatture e alle quattro cinque richieste attestanti la consegna di medicinali che non avrebbero avuto risposta si chiede la seguente rettifìca: Se fosse stato vero che le fatture per merce venduta nell'arco di alcuni anni non corrispondevano alla merce consegnata in tante farmacie, i vari titolari delle farmacie avrebbero prontamente segnalato la presunta incongruenza. Ciò invece non è mai avvenuto. Questa presunta incongruenza non è stata neppure sollevata nelle udienze che hanno preceduto le dichiarazioni di fallimento delle farmacie, ma solo successivamente e quando già il Tribunale di Roma aveva emesso nei confronti di esse ingiunzioni di pagamento per oltre 7, 5 milioni di euro nei confronti delle società di Alliance Healthcare Italia.
Ebbene, le suddette affermazioni, pubblicate dalla Vostra testata, non riflettono assolutamente la realtà dei fatti ed anzi sono lesive dell'immagine del mio cliente.
Non corrisponde al vero, infatti, che le incongruenze tra gli importi fatturati e le merci effettivamente consegnate non furono mai segnalate prima delle udienze che hanno preceduto la dichiarazioni di fallimento o prima dei decreti ingiuntivi resi dal Tribunale di Roma.
La realtà è che le incongruenze furono segnalate ad Alliance Healthcare (di seguito "AHID") proprio per verificare la corrispondenza della merce consegnata con gli importi fatturati e richiesti da AHID, la quale, per tutta risposta, si rivolse al Tribunale di Roma per ottenere il pagamento degli importi fatturati senza mai dare evidenza documentale di quanto richiesto.
Il Tribunale di Roma emise i decreti ingiuntivi non provvisoriamente esecutivi nei confronti delle società in cui il mio cliente risultava socio accomandatario, tutti puntualmente opposti proprio sul rilievo, tra le altre cose, della incongruenza riscontrata tra gli importi richiesti da AHID , allora Galenitalia, e la merce effettivamente consegnata .
Gli atti di opposizione a decreto ingiuntivo riportano la data del 23.5.2014 e in allegato agli stessi sono richiamate tutte le raccomandate inviate anche dal Consorzio con cui sono state, fin dal 2013, contestate a AHID, prima Galenitalia, le incongruenze tra fatturato e merci.
Sia il decreto ingiuntivo che la opposizione contenente le contestazioni sono decisamente anteriori alla dichiarazione di fallimento.
Le raccomandate con cui il Consorzio e le farmacia che ne facevano parte hanno contestato gli importi pretesi da AHID sono anteriori ai decreti ingiuntivi resi dal Tribunale di Roma. Durante tale contenzioso il mio assistito, che dal 2013 presiedeva il Consorzio Matachione Group scarl, è stato coinvolto in un procedimento penale, iniziato dalla Procura di Napo li , per effetto del quale ha subito varie misure cautelari.
In particolare, su richiesta della Procura di Napoli il dott. Matachione è stato sottoposto dal 14 ottobre 2014 al 22.12.2014 alla misura della custodia cautelare in carcere.
Poi, senza soluzione di continuità, allo stesso è stata applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari, dal 22.12.2014 al 22. 1.2015; infine, dal 22.1.2015 al 4.4.2015 quest'ultima misura cautelare è stata sostituita con quella dell'obbligo di dimora a Napoli.
Per completezza si rileva che il procedimento penale nell'ambito del quale furono applicate le suddette misure cautelari è stato archiviato nell'anno 2017 dal GIP su richiesta della stessa Procura.
Ebbene, in tale contesto di evidente debolezza psicologica ed economica del Matachione, causata dalle misure cautelari e dall'eco mediatico che ebbe quella vicenda giudiziaria fu sottoscritto il cd. accordo-quadro (30 marzo 2015).
In tale accordo, NESSUN RIFERIMENTO vi è da parte di AHID a documentazione comprovante l'effettiva consegna della merce secondo i quantitativi richiesti con i decreti ingiuntivi.
Il dott. Matachione, turbato dall'incertezza del proprio futuro, ancora sotto misura cautelare, sottoscrisse con quell'accordo condizioni assolutamente vessatorie e svantaggiose sia per sé che per le società rappresentate.
Ed invero lo stesso accordo, sempre prima del fallimento, fu prontamente stigmatizzato dal Matachione con relativa azione civile, contro AHID, innanzi al Tribunale di Roma, per abuso di posizione dominante.
Ma ciò non basta.
Venendo, infatti, alla procedura fallimentare va chiarito che, proprio in tale sede è giunta la definitiva conferma dell'attendibilità delle contestazioni mosse dal dott. Matachione, sin dai primi passi di questa triste vicenda, tanto è vero che il Tribunale di Napoli, in composizione Collegiale, non solo ha dato rilevanza a profili di invalidità giuridica dell'accordo quadro per vizio del consenso, ma in modo significativo ha dato atto che AHID (ricorrente principale nella procedure fallimentari!!!!) non ha offerto la prova della consegna della merce nei quantitativi dedotti, al punto da prodursi l'inevitabile RIGETTO della domanda di insinuazione al passivo del Fallimento per le forniture effettuate sino al 30/03/2015 (cfr. in allegato decreto Tribunale di Napoli, stato passivo esecutivo farmacia del Corso, farmacia S.M. La Carità e farmacia Leondardo Da Vinci che si allegano).

Va da sé che, alla luce di tutte le circostanze dedotte con la presente missiva, ampiamente supportate dalla competente documentazione, le dichiarazioni di cui alla richiesta di rettifica non corrispondono a verità ed anzi, nella loro gravità, sono fortemente lesive dei diritti del mio cliente, siccome propalate al pubblico per il tramite della Vostra testata con mezzi di informazione a vasta diffusione (internet) e per di più nell'ambito del contesto lavorativo di cui è parte il mio assistito.
Ciò posto, Vi invito a rettificare la notizia de qua dando analogo risalto e spazio alla presente richiesta, con espresso avvertimento che in mancanza si adiranno le vie legali.
Danni riservati.

Avv. Daniele Iorio

 

Fonte: Studio legale Cdra

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