| “La pubblicazione del Gruppo farmaceutico dell’Unione Europea suona come una conferma della bontà della politica professionale che la Federazione degli Ordini dei Farmacisti ha varato, nel 2006, con il Documento di Palazzo Marini. Da allora abbiamo agito sul presupposto che la farmacia di comunità è un presidio sanitario, il più accessibile al paziente, che ha in sé tutte le risorse necessarie a svolgere un ruolo importante nell’assistenza territoriale in collaborazione con gli altri professionisti della salute” dice il presidente della FOFI, Andrea Mandelli, l’indomani della pubblicazione del position paper “Farmacia 2030” del PGEU. “Nelle linee che il PGEU auspica per il prossimo futuro troviamo molti degli obiettivi che abbiamo perseguito, e in molti casi raggiunto, in questi anni: dalla legge sulla farmacia dei servizi all’affermazione dell’importanza dei servizi cognitivi, come il supporto all’aderenza terapeutica, all’istituzione del dossier farmaceutico all’interno del Fascicolo sanitario elettronico. Senza dimenticare l’accento posto sulla necessità di riformare la remunerazione del farmacista e di riportare nella farmacia l’innovazione farmacologica” prosegue Andrea Mandelli. “Anche nell’analisi della situazione attuale ci ritroviamo nelle linee di “Farmacia 2030”: la sfida rappresentata dalla gestione della cronicità in una fase di crisi economica, per fare l’esempio più immediatamente presente a tutti, impone questa evoluzione del ruolo del farmacista di comunità”. Con l’avvio dell’applicazione sperimentale della farmacia dei servizi in nove Regioni, conclude Mandelli, “siamo al passaggio dalla teoria alla pratica e a un altro snodo fondamentale: la definizione di linee guida e standard per le servizi resi dal farmacista. Dobbiamo dare al medico e al cittadino la sicurezza che rivolgendosi alla farmacia, ovunque nel paese, si possono ottenere prestazioni di qualità”. |
Fonte: Fofi
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