Roma, 24 aprile 2020 - Quali aspetti hanno caratterizzato questa pandemia e cosa non hanno funzionato e ci hanno differenziato da altre nazioni, ad esempio la Germania? Il quesito è stato rivolto dall’Onorevole Beatrice Lorenzin a Luca Pani, professore dell’Università di Modena e Reggio Emilia e Università di Miami, già Direttore Generale AIFA, durante il webinar "Nuovi modelli per la Governance delle cure", organizzato da Edra.
“Questo è un evento globale e alla fine di questa battaglia vincerà l’homo sapiens. Al momento però, gli psichiatri sono molto preoccupati per tre aspetti: il primo è l’effetto sul cervello dei singoli, che vede un peggioramento dei disturbi psichiatrici con l’aumento dell’uso di ansiolitici e la manifestazione di disturbi anche in coloro che non avevano sintomi e hanno iniziato a mostrarli (ad esempio i disturbi del sonno); altro aspetto è l’impatto di questa epidemia sul comportamento globale e la percezione del rischio che mostreranno gli individui, per esempio gli adolescenti; terzo aspetto di interesse è come sia possibile che molti di coloro che governano questa dinamica unica non abbiano fatto dei passi indietro quando si sono accorti di aver gestito alcune situazioni in modo non corretto. Questo aspetto in un Paese come la Germania non c’è stato: la regia nazionale e la competenza nazionale degli istituti preposti è stata completamente diversa da altri Paesi occidentali, insieme alla gestione del territorio”. A queste, Pani aggiunge un’altra preoccupazione, cioè riguardo a ciò che accadrà dopo: “gli psichiatri sono preoccupati che ci siano dei meccanismi di rimozione e quindi riusciremo a dimenticarci troppo in fretta di questa pandemia”.
Sul fronte del vaccino per il virus, Pani afferma che “i primi dati arriveranno verso giugno e verosimilmente verso fine anno avremo le prime risposte immunitarie; poi bisogna capire se il virus non muta con la nuova stagione invernale e se avrà o meno la capacità di diventare più aggressivo”.
Le conclusioni dell’Onorevole Beatrice Lorenzin, al termine del dibattito: “Il confronto di questa sera, in sintesi, ci ha fatto capire che dovremo convivere con il virus per molto tempo e che dobbiamo essere psicologicamente attrezzati per affrontare questo periodo; in tutto questo il decisore politico deve utilizzare le indicazioni del mondo scientifico per fornirci gli strumenti che ci permettano di affrontarlo e non farci impaurire davanti a nuovi possibili focolai. Più saremo attrezzati dal punto di vista epidemiologico, di medicina del territorio, di igiene e di sicurezza, più saremo in grado di intercettare la diffusione del virus in modo precoce e affrontarla in modo efficace”. Poi ha concluso: “Dobbiamo inoltre aiutare il mondo della ricerca a trovare una terapia, e noi politici dobbiamo trovare il modo di come far ripartire tutto in sicurezza per garantire la salute delle persone e aiutare il progresso economico”.
Fonte: Edra
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