Convegno omeopatia al Senato, Gorga (Omeoimprese): “Molto rumore per nulla, confermate presenze istituzionali e intervento di Aifa, si è parlato di salute"

Roma, 28 Ottobre 2019 – Si è svolto oggi, nelle sale del Senato della Repubblica, il convegno sulle medicine complementari promosso da APO, l’Associazione di Pazienti Omeopatici. Un appuntamento che aveva suscitato accese polemiche per la sede istituzionale scelta e un programma ed un panel, allora provvisorio.

Fra i relatori, Giovanni Gorga, presidente di Omeoimprese che, al termine dell’incontro, torna sulle polemiche provando a mettere ordine.

“Siamo soddisfatti per lo svolgimento del convegno e per l’elevato riscontro di pubblico che ha ottenuto in termini di presenze – spiega Gorga - Ringrazio gli organizzatori, in particolare la Senatrice Virginia La Mura e tutti relatori per non essersi fatti condizionare dalle polemiche, pretestuose e infondate, che hanno provato a condizionare la libertà d’espressione. Anzi, auspico che il dibattito su questo tema possa essere raccolto da tutte le forze politiche”.

Gorga sottolinea che “parlare di temi legati alla salute dei cittadini in Senato, non può essere un tabù. Quanto accanimento abbiamo riscontrato contro l’omeopatia, tanto da scatenare polemiche feroci per un appuntamento informativo che ha visto oggi fra i relatori la massima autorità a livello di Salute e Regolamentazione dei farmaci: l’AIFA. Ora mi chiedo: la medicina e i medicinali omeopatici sono tutelati da chiare, precise, norme, sia nazionali che sovranazionali. Perché fa così paura?  - continua il Presidente dell’Associazione che riunisce le aziende produttrici di farmaci omeopatici in Italia -. L’omeopatia può essere una risorsa per il Servizio Sanitario, in virtù del fatto che, se bene utilizzata, è in grado di alleggerire la spesa sanitaria. Smettiamola pertanto di trovare qualunque pretesto per colpire questa disciplina che non può essere paragonata a magia o astrologia. Si tratta di una classe farmaceutica riconosciuta in Italia come in tutta l’Europa. Indietro non si torna”.

Fonte: Omeoimprese

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