Una nuova e valida soluzione offerta da Tregena nell’area dei dispositivi diagnostici in vitro (IVD)
Roma, 17 novembre 2020 – Da oggi è disponibile nelle farmacie e negli studi dei medici di medicina generale di tutta Italia il test rapido sierologico Covid19 su tre anticorpi, ossia in grado di riconoscere tutte e tre le immunoglobuline IgA, IgM e IgG sviluppate dal sistema immunitario in caso di infezione da nuovo Coronavirus. Il test combinato, distribuito in Italia da Tregena, oltre a fornire un risultato praticamente immediato (in 5-10 minuti), ha una sensibilità del 100%, il che riduce sensibilmente il rischio di falsi positivi e negativi. Il dispositivo (nome commerciale 3GAMMA), che ha ottenuto la validazione di importanti Centri Universitari (La Sapienza e Tor Vergata), ha Marchio CE, è registrato al Ministero della Salute e il test può essere effettuato esclusivamente da professionisti del settore medico e/o da strutture sanitarie e ospedaliere.
I test sierologici non devono tuttavia intendersi quali sostituti dei test antigenici e molecolari. Mentre questi ultimi sono utilizzati a scopo diagnostico, i sierologici hanno il ruolo fondamentale di “fotografare” la diffusione del virus SARS-COV-2 tra la popolazione.
“Questo tipo di test riveste in questa fase dell'epidemia un ruolo importante perché ci permette di avere una visione esatta della circolazione del virus e quindi dell’andamento epidemico. Il test sierologico combinato su 3 anticorpi rappresenta un valido strumento a questo scopo. – spiega il Professor Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società Italiana di Malattie Infettive e tropicali (Simit) e ordinario di Malattie Infettive all'Università di Roma Tor Vergata - Infatti, oltre a determinare le immunoglobuline IgM (anticorpi che si rilevano nella fase acuta dell’infezione) e IgG (si formano dopo circa 15 giorni dall’esposizione primaria all’antigene e sono la “memoria” del sistema immunitario), è tra i pochi che permettono di esaminare la presenza di immunoglobuline della classe IgA, presenti sulle mucose delle vie respiratorie e dell'apparto gastroenterico, ovvero gli anticorpi di barriera che bloccano il virus, impedendogli di penetrare attraverso le nostre mucose. La conoscenza di questo indice è tanto più importante per Sars-Cov-2, un virus che ha un particolare tropismo sia per le mucose delle vie respiratorie sia per le mucose dell'apparato digerente, che sono particolarmente ‘tappezzate’ da cellule che esprimono il recettore Ace2, che è proprio il recettore di ingresso del virus all'interno delle cellule”.
In questa prospettiva, i test IgA potrebbero essere utili, insieme a IgG e IgM, sia in pazienti che presentano sintomi atipici, sia in casi paucisintomatici (ad esempio con congiuntivite lieve transitoria e febbre bassa) o quando RT-PCR su tampone nasofaringeo rimane ripetutamente negativo in soggetti sospetti (Fonte: Immunologica Investigations Sep. 2020).
“Il poter dosare la presenza di anticorpi specifici nei confronti del virus, quali appunto quelli della classe IgA, ha un significato non solo di immunità specifica, ma potrebbe anche avere una valenza prognostica sulla capacità dell'organismo di contenere il virus e impedirgli di diffondersi. Spiegherebbe anche il perché ci sono persone che hanno sintomi più o meno importanti: tanti anticorpi IgA potrebbero ad esempio significare una maggiore capacità di contenere il virus, con meno sintomi associati” conclude Andreoni.
Fonte: Tregena
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