Firenze, 20-23 Novembre 2019
Ricerca, Innovazione, Sostenibilità, Appropriatezza e Formazione
Dopo due anni (l’ultimo appuntamento fu nell’ottobre del 2017) torna il Congresso Nazionale della Società Italiana di Farmacologia (SIF), da mercoledì 20 a sabato 23 novembre, a Firenze, al Palazzo dei congressi. Non solo un consesso di accademici, al lavoro su temi iper specialistici, ma una tre giorni per parlare delle maggiori urgenze da cui dipende la qualità della vita dell’uomo nel XXI secolo: secolo di profonde e rapidissime trasformazioni tecnologiche e scientifiche, e contemporaneamente di crisi che minacciano la nostra specie, da quelle economiche a quelle ambientali, da quelle demografiche a quelle legate alle guerre e alla povertà, dove la cultura della salute e il farmaco potranno fare la differenza.
Malattie neurodegenerative, demenze, invecchiamento e altre patologie correlate: davvero è tutto fermo sull’Alzheimer? Qual è lo stato di salute della ricerca in Occidente e quali sono invece i dati sulla povertà farmaceutica nei paesi meno fortunati: anche in Italia c’è chi non può permettersi le cure e la mappa della povertà farmaceutica in Italia è geospecifica, perché? E ancora: autismo, depressione, prevenzione e cura dell’obesità, quale direzione prenderà la ricerca contro il cancro? Il futuro della prevenzione: dispositivi indossabili che contano passi e calorie, funzionano? Migrazioni e viaggi: così l’Oriente sta scoprendo le malattie dell’Occidente e viceversa. E molto, molto altro.
Milano 12-11-2019
«Il mondo del farmaco sta vivendo un periodo esaltante, una sorta di nuovo Rinascimento – spiega il presidente della Società Italiana di Farmacologia (SIF) Alessandro Mugelli alla vigilia del nuovo Congresso SIF –. Parafrasando Dickens, potremmo dire che per il mondo del farmaco questi sono i tempi migliori e che questi sono i tempi peggiori».
Il lavoro del ricercatore è radicalmente cambiato rispetto al passato e ci sonomigliaia di nuovi potenziali farmaci in sviluppo preclinico e clinico: ma come valutareil valore dell’innovazionenel campo delle nuove molecole che dal laboratorio devono arrivare in farmacia e negli ospedali? Già, perché, data l’enorme spesa (per creare un nuovo farmaco parliamo di circa2 miliardi di dollari e dai 10 ai 20 anni di ricerca) è necessario studiare quali benefici porterà.
Un fatto, intanto, è certo: anche se i denari richiesti sono tantil’accesso universale a farmaci e terapie è un privilegioche l’Accademia, l’Industria e il mondo regolatorio difenderanno mettendo in campo ogni sforzo.
In Italia, infatti, la sostenibilità del diritto alla cura, così come costituzionalmente garantito, è rivolta a tutti i cittadini grazie al Sistema sanitario nazionale. Eppure,questo istituto si trova attualmente in grande crisi: come per ogni voce di spesa dello Stato, anche nel campo della sanità, infatti, la coperta è corta, mentre lapopolazione italiana è sempre più anziana e quindi aumentano il carico per medici e ospedali, sia in termini di lavoro che di costi.
Quanto durerà ancora il privilegio di unaassistenza gratuita? È questione di tempo, dopodiché dovremo affidarci alle costoseassicurazioni sanitarie come negli Stati Uniti, oppure ci sono modi e formule di razionalizzare nuovamente il sistema?
Le nuove terapie contro il cancro: dalla CAR-T all’immunoterapia (valsa il premio Nobel per la Medicina 2018) sino alla terapia genica, interventi che soltanto dieci anni fa sembravano fantascienza e oggi promettono di abbattere la mortalità, colpendo i tumori come non era mai stato fatto prima.
Big data sanitari: viviamo concellulari conta passi, orologi conta calorie e cardiofrequenzimetri. Funzionano?È questo il futuro della prevenzione? Immaginate una casa con la doccia a sensori che ogni giorno vi mappa i nei per avvisarvi se qualcosa è cambiato. Oppure un microchip circolante nel sangue che vi avverte che state per avere una emorragia o un attacco cardiaco, mentre invia dati all’ospedale più vicino.Quali problemi con la privacy?
Farmaco-resistenza: utilizziamo troppi antibiotici, anche quando non servono, come durante una banale influenza, e così, i batteri hanno tempo di imparare i segreti delle nostre armi, mutano e diventano sempre più aggressivi.L’abuso di antibiotici, e quindi la dispersione nell’ambiente, ha infatti favorito la “convivenza” tra queste molecole e microorganismi, insegnandogli a trasformarsi, evolvendosi per diventare più resistenti. Come ne usciremo?
Farmaci per «curare il cervello»: negli ultimi anni diverse importanti case farmaceutiche, in tutto il mondo,hanno smesso di fare ricerca su Alzheimer e altre demenze. Irisultati, infatti, non pagano gli sforzi. Pare proprio che siamo allo stallo: ma è proprio vero? Come e dove continua la lotta alle malattie neurodegenerative?
Oppioidi, in USA la strage di morti per overdose sta facendo sospettare che la “epidemia” si allarghi oltreoceano: è proprio così? Il parere degli esperti in queste molecole e nella terapia del dolore e, per l’occasione,un nuovo documento SIF ad hoc: cosa avverrà in Italia?
E ancora:cannabinoidi, dalle vecchie allenuove droghed’abuso; stress: quale legame con la depressione? Povertà farmaceutica in Italia:l’identikit del cittadino che non può permettersi di curarsi e perché. Farmacoterapia dell’obesità, nuove molecole contro l’alcolismoe molto altro.
Di fronte a queste emergenze c'è bisogno di formare gli operatori sanitari, certamente, ma anche la società civile: ecco perché i mass media sono un canale fondamentale ed ecco perché chiediamo la vostra partecipazione.
Ed ecco, infine, perché le kaywords dell’imminente Congresso Nazionale della Società Italiana di Farmacologia sono:Ricerca, Innovazione, Sostenibilità, Appropriatezza e Formazione.
Fonte: Sif - Società italiana di farmacologia
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