Sclerosi Multipla: presentati all’EAN nuovi dati di efficacia a cinque anni di ofatumumab, prima terapia ad alta efficacia a domicilio.

L’uso precoce e continuativo di ofatumumab, nel trattamento della Sclerosi Multipla Recidivante Remittente (SMRR) porta a risultati duraturi fino a 5 anni.  L’estensione dello studio open – label ALITHIOS mostra una riduzione delle lesioni alla risonanza magnetica e un aumento del numero di pazienti con NEDA-3 (nessuna evidenza di attività di malattia)1.

 Superiore efficacia rispetto a teriflunomide, dopo lo switch terapeutico a ofatumumab i pazienti hanno riscontrato una riduzione dei tassi annui di ricaduta, mantenuta fino al quinto anno di terapia1.

 I dati di efficacia a cinque anni, combinati con il profilo di sicurezza2, continuano a sostenere il profilo favorevole dell’avvio precoce di una terapia ad alta efficacia come ofatumumab nei pazienti con SMRR.

 Oggi in Italia la Sclerosi Multipla colpisce 137mila persone, di cui il 50% sotto i 40 anni e ha una diffusione doppia nelle donne rispetto agli uomini3. È caratterizzata da alterazioni fisiche e cognitive che nel tempo portano a diversi gradi di disabilità ed è tra le più comuni e più gravi malattie croniche del sistema nervoso centrale.

 Milano, 4 luglio 2023 — In occasione dell’EAN - European Academy of Neurology - in corso in questi giorni a Budapest, Novartis ha presentato nuovi dati che dimostrano l’efficacia fino a 5 anni di Kesimpta® (ofatumumab)1, terapia auto-somministrata diretta contro i linfociti B e indicata per la Sclerosi Multipla Recidivante Remittente (SMRR). I risultati dell’estensione dello studio open-label ALITHIOS supportano ulteriormente ofatumumab come opzione di trattamento precoce per i pazienti adulti che presentano riacutizzazioni (recidive) seguite da periodi con sintomi più lievi o assenti (remissioni)1,2.

La forma recidivante remittente di Sclerosi Multipla interessa circa l’85% delle 137.000 persone diagnosticate solo in Italia. Numeri che, con un’incidenza di 1.600 nuovi casi annui soprattutto nella fascia d’età 25-40 anni, rendono la SM la prima causa di disabilità neurologica nei giovani adulti3. Una malattia neuro infiammatoria cronica, quindi, che nel tempo porta ad un accumulo di disabilità cognitive e fisica, impattando significativamente la qualità di vita delle persone.

Nonostante gli enormi passi avanti fatti dalla ricerca che ci hanno fornito valide opzioni terapeutiche, ad oggi non disponiamo ancora di una soluzione farmacologica risolutiva per la Sclerosi Multipla – commenta la Professoressa Matilde Inglese, Responsabile del Centro Sclerosi Multipla dell’Ospedale IRCCS San Martino di Genova - Le evidenze scientifiche e la pratica clinica ci confermano però che l'inizio precoce di un trattamento ad alta efficacia, specifico per il quadro clinico del paziente può avere esiti positivi a lungo termine”.

L’estensione dello studio open-label ALITHIOS ha evidenziato che il trattamento precoce e continuativo per un periodo fino a cinque anni con ofatumumab in persone con SMRR, è associato a un rischio ridotto di progressione della disabilità anche rispetto a pazienti inizialmente in terapia con teriflunomide1, nel dettaglio:

  • I risultati dimostrano l’efficacia di ofatumumab a lungo termine con un basso tasso di ricadute, assenza di lesioni e una diminuzione di attività della malattia alla risonanza magnetica, portando più di 9 pazienti su 10 (93,4%) a raggiungere il NEDA-3 (nessuna evidenza di attività di malattia) al quinto anno1;
  • I tassi di recidiva annualizzati (ARR) sono rimasti bassi (ARR <0,05) fino a cinque anni dopo l'inizio del trattamento continuativo con ofatumumab1.
  • Lo switch terapeutico da teriflunomide a ofatumumab, al 2°-3° anno dello studio, ha comportato una pronunciata riduzione dell'ARR che si è mantenuta fino a cinque anni, una riduzione delle lesioni alla risonanza magnetica e un aumento dei tassi di NEDA-31.

“Il profilo di sicurezza favorevole di ofatumumab, combinato con la sua alta efficacia clinica a cinque anni, lo candidano a diventare un trattamento di prima scelta per i pazienti con forme recidivanti e remittenti di sclerosi multipla, in grado di rallentare la progressione della malattia ma anche migliorare la qualità della vita delle persone che ci convivono” – conclude la Professoressa Inglese.

Fonte: Novartis

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