Nicolosi: "Benchmarking per fare rete non per stabilire primati". Cossolo: "Dopo la farmacia dei servizi è ora di una farmacia integrata"
Dallo stato dell'arte del Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 in Sicilia al confronto tra regioni sull'Accordo integrativo, fino al nuovo modello della prevenzione territoriale, che vede la farmacia anche come hub vaccinale. La terza e ultima mattinata di lavori congressuali di PharmEvolution 2026 ha visto una sorta di benchmarking tra le Federfarma di diverse regioni (Lombardia, Marche e Lazio), con l'obiettivo di mettere a sistema le buone prassi e fissare i prossimi obiettivi comuni, a partire da una omogeneizzazione di sistema e dei sistemi.
"Ho fortemente voluto questo convegno-confronto non per stabilire primati ma per condividere con tutti i colleghi le best practice e fare tesoro delle esperienze altrui, magari evitando di incorrere negli stessi errori - ha detto il presidente di PharmEvolution Gioacchino Nicolosi -. Sono orgoglioso e fiero di vedere qui riunito a PharmEvolution il volto migliore della farmacia, quella che in questi anni non si è mai fermata per dare al cittadino servizi sempre più all'avanguardia e di prossimità, portando davvero la salute alla portata di tutti. Ora dobbiamo percorrere l'ultimo tratto di strada e dobbiamo farlo tutti insieme per rendere davvero la farmacia pienamente integrata nel Servizio Sanitario Nazionale, avamposto della sanità territoriale, presidio di salute per tutti i cittadini".
E della necessità di "chiudere il cerchio dell'integrazione della Farmacia nel Servizio Sanitario Nazionale" ha parlato Marco Cossolo, presidente di Federfarma: "Dobbiamo alimentare il Fascicolo Sanitario Elettronico e a quel punto saremo interconnessi. E per farlo dobbiamo cambiare la prospettiva: al centro della nuova convenzione, ormai in dirittura d'arrivo, non ci sarà più la farmacia ma il percorso che fa il paziente cronico. E dobbiamo immaginare questo percorso cercando di capire che tutto ciò che può stare sul territorio viene gestito in rete da medici di medicina generale e farmacie tramite Fascicolo Sanitario elettronico e piattaforme di telemedicina. E dovremo fare sforzi perché c'è una situazione molto asimmetrica: ogni regione ha le sue piattaforme e dovremo creare sistemi che si interconnettono con le piattaforme regionali", ha concluso Cossolo.
Asimmetrie che non riguardano solo le piattaforme informatiche. Come emerso dal convegno-confronto regionale su Accordi integrativi, telemedicina, screening e vaccinazioni, le regioni viaggiano a diverse velocità sul fronte dei servizi erogati in farmacia.
"Dall'1 ottobre tutte le farmacie leggono il fascicolo sanitario dei cittadini che hanno dato il consenso e sanno ciò che il medico ha prescritto - ha sottolineato la presidente di Federfarma Lombardia Annarosa Racca -. Abbiamo investito molto nelle vaccinazioni e oggi abbiamo una percentuale di persone vaccinate superiore alla media nazionale. Da domani iniziamo a fare l'antinfluenzale e lo inseriremo nel fascicolo dei cittadini, in modo che ne sia a conoscenza anche il medico di base. Facciamo sempre più telemedicina, anche convenzionata con il Servizio sanitario regionale, e presto avvieremo un servizio molto importante per le farmacie rurali che è la televisita, fondamentale soprattutto nelle seconde e terze visite per chi abita lontano dagli ospedali".
Dalla Lombardia alle Marche, dove il presidente di Federfarma Marche Marco Meconi ha parlato di un abbattimento delle liste d'attesa del 45% e di 150 pazienti intercettati in farmacia con infarto in corso e mandati in pronto soccorso. "Anche per noi - ha detto Meconi - il prossimo step è la televisita, che vuol dire portare la salute vicino a tutti. Restano però tre nodi aperti: i 50 milioni per la Farmacia dei Servizi sono troppo pochi perché si traducono in 2.500 euro a farmacia. Inoltre chiediamo un nucleo comune nazionale e risorse che crescono con volumi crescenti di servizi erogati". Quanto alla telemedicina, date le peculiarità delle Marche, "viene effettuata per il 45% nelle aree rurali, dove gli ospedali sono a parecchi km di distanza. In questo caso è evidente come i soldi per la telemedicina non sono una spesa ma un investimento di salute" ha aggiunto Meconi, prima di concludere ricordando alla platea che "le risorse per i vaccini vengono dai fondi regionali della prevenzione, quindi non intaccano e non devono intaccare il budget della Farmacia dei Servizi".
Del tutto differente la situazione nel Lazio, come ha sottolineato nel suo intervento il presidente di Federfarma Lazio Eugenio Leopardi: "Dopo essere stati apripista per la vaccinazione anti Covid, siamo rimasti indietro. Da noi non sono le farmacie che fanno poche dosi ma è la Regione che ce ne manda poche. Nell'accordo integrativo abbiamo inserito anche le vaccinazioni anti pneumococco e anti Hpv (non l'herpes zoster, ritenuto troppo costoso dalla Regione), ma ancora non abbiamo ricevuto le dosi, nonostante i colleghi siano già formati. Anche sul fronte della telemedicina ci sono dei paletti: facciamo solo holter pressorio e cardiaco, non l'elettrocardiogramma perché la Regione è sottoposta a Piano di rientro e avrebbe voluto pagarci la prestazione meno di quanto costa la refertazione dal provider".
A conclusione della fitta mattinata di lavori congressuali il dirigente generale DASOE Regione SiciliaGiacomo Scalzoha fatto il punto sul Fascicolo Sanitario Elettronico: "Siamo stati la prima regione d'Italia ad avere l'ok dell'Agenas e oggi possiamo dire di essere a buon punto. Il Fascicolo Sanitario Elettronico è fondamentale perché è un salvavita. Quando, ad esempio, un paziente arriva al pronto soccorso gli operatori hanno tutti i dati, possono conoscere in un clic la sua storia clinica e sanno come salvargli la vita, che è l'obiettivo di tutte le persone che lavorano nella sanità". Scalzo ha poi ricordato come le farmacie siano "un tutt'uno con il Servizio Sanitario Nazionale". Ed ha aggiunto: "Le 1.630 farmacie della Sicilia sono altrettanti avamposti della sanità pubblica. È la Regione che ha bisogno delle farmacie, per esempio, per abbattere le liste d'attesa, per il Piano regionale di prevenzione e per quello pandemico".
E di sinergia con le farmacie ha parlato nel suo intervento il direttore del Dipartimento di Prevenzione dell'Asp di Catania Antonio Leonardi: "Abbiamo avviato una massiccia campagna di informazione per la prevenzione del tumore del colon retto con Federfarma Catania e, grazie all'impegno delle farmacie etnee, siamo riusciti ad alzare l'asticella degli screening anche se la strada da percorrere è ancora lunga".
La maratona di convegni sul futuro della farmacia dei servizi ha concluso in mattinata la sessione congressuale di PharmEvolution 2026. Nel pomeriggio la chiusura dell'area espositiva e fieristica.
Catania, 12 ottobre 2026
Fonte: Pharmevolution
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