Payback, Confindustria DM: appello a governo e regioni, imprese rischiano la chiusura immediata

Payback, Confindustria DM: appello a governo e regioni, imprese rischiano la chiusura immediata

Barni: “Non si replichi alla richiesta dell’Emilia-Romagna di pagamento del payback entro 30 giorni, rischio caos, migliaia di ricorsi e danno irreversibile per le imprese

Roma, 27 gennaio 2025 – “La richiesta di pagamento immediato del payback da parte dell’Emilia-Romagna mette in grave difficoltà le imprese dei dispositivi medici, molte delle quali a rischio chiusura. Facciamo appello a Governo e Regioni affinché non seguano l’esempio con altri provvedimenti regionali simili sul payback: sarebbero migliaia i ricorsi al TAR, col rischio di provocare conseguenze devastanti per l’intero settore, ma anche per i bilanci regionali e per il tribunale amministrativo, generando un caos senza precedenti. Per questo, abbiamo inviato oggi una lettera alla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, ai ministeri competenti, alla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome e alla Presidenza del Consiglio per scongiurare che altre regioni replichino la richiesta dell’Emilia-Romagna e si attenda la prima udienza di merito del Tar del Lazio prevista per il prossimo 25 febbraio”. Questo l’allarme lanciato da Confindustria dispositivi medici, in seguito al provvedimento della regione Emilia-Romagna che assegna un termine perentorio di trenta giorni per procedere al pagamento del payback con la misura del 48%, come stabilito dalla Corte costituzionale. 

“Le imprese del settore – ha dichiarato il Presidente di Confindustria dispositivi medici, Nicola Barni - si trovano a fronteggiare non solo un ulteriore aggravio di costi legati a nuovi ricorsi amministrativi, ma soprattutto il rischio concreto di chiusura per molte piccole e medie realtà. Apprendiamo con favore l’appello della Regione Emilia-Romagna alla cancellazione immediata di questa assurda legge e proprio per questo motivo fatichiamo a comprendere come questa Regione abbia potuto attuare tale provvedimento senza attendere il Tar del Lazio, quando sul suo territorio vivono centinaia di imprese dei dispositivi medici che rappresentano un indotto fondamentale che genera benessere economico per il territorio. Siamo di fronte a un tessuto produttivo variegato e altamente specializzato, che rischia di scomparire con la permanenza strutturale del payback. Continueremo – ha concluso Barni - a batterci in tutte le sedi opportune per tutelare il settore e garantire cure di qualità ai cittadini. È in gioco il futuro di centinaia di aziende, il lavoro di migliaia di persone e, soprattutto, la salute di tutti”.

Fonte: Confindustria DM

Condividi su:

Notizie Correlate:

Agosto a Milano: farmacie sempre aperte al servizio dei cittadini

Garantita la continuità dell’assistenza in tutti i quartieri. Durante le diverse settimane del mese, resterà attivo fino a oltre l’80% degli esercizi; cresce il numero di farmacie che non chiuderanno per ferie e che saranno operative anche a Ferragos...

30 luglio 2026

Leggi di più

Via libera dal CdA di AIFA alla rimborsabilità di 4 nuovi medicinali, 4 estensioni di indicazione terapeutica e 1 biosimilare

Tra i medicinali che saranno rimborsati anche un farmaco orfano per il trattamento della sclerosi laterale amiotrofica (SLA)Il Consiglio di Amministrazione dell’AIFA, nella seduta del 29 luglio, ha dato il via libera alla rimborsabilità di 4 nuovi me...

30 luglio 2026

Leggi di più