Parafarmarcie, un comunicato congiunto

FNPI, MNLF, FEDERFARDIS, LPI E CULPI, netta e non ignorabile maggioranza delle sigle di rappresentanza dei farmacisti di parafarmacia, concordano nel dichiarare quanto segue: Il cittadino e il suo benessere sono al centro di ogni scelta legislativa, a maggior ragione nel delicato e nevralgico ambito sanitario, e le parafarmacie e i farmacisti che vi lavorano sono in questo senso una potente risorsa sociale, sanitaria, professionale, economica e occupazionale. Il benessere del cittadino dunque passa anche dal potenziamento delle parafarmacie, e la strada legislativa è una sola: permettere la dispensazione dei farmaci da prescrizione a carico del cittadino anche in parafarmacia, sempre per definizione alla presenza obbligatoria del farmacista, laureato e abilitato, che resta tale ovunque lavori. In questo modo, con poche ragionevoli correzioni, frutto di condivisione seria e diretta a cui diamo massima disponibilità, il sistema distributivo del farmaco nel suo insieme risulterebbe armonizzato, in una convivenza sinergica a vantaggio del cittadino tra esercizi in convenzione con il SSN ed esercizi non convenzionati. Il fenomeno di rinuncia alle cure ha raggiunto proporzioni allarmanti, investendo 11 milioni di Italiani, vittime del calo progressivo della spesa sanitaria pubblica in favore di quella privata, arrivata al 2,2% del PIL e con un tasso di crescita superiore a quello dei consumi totali. Le famiglie più povere sono le principali vittime della vocazione sempre meno pubblica del sistema sanitario, e dell'impronta protezionistica nel caso della distribuzione del farmaco privata. Proprio sui farmaci di fascia c, notizia recente, sono previsti rincari, calmierabili con l'introduzione di ragionevoli ed etici elementi di concorrenza nel settore. L'incidenza dei generici e il risparmio che ne deriverebbe sono ad oggi poco significativi in fascia c, rispetto a quanto avviene per i farmaci mutuabili. In tale contesto la battaglia condotta dalle sigle cofirmatarie avrebbe un forte impatto sociale: un risparmio stimato da varie associazioni di consumatori tra i 500 e i 900 milioni milioni di euro annui, un migliore accesso alle cure in libera scelta, nel rispetto della Costituzione Italiana, una più capillare fruizione e valorizzazione di competenze e servizi, concorrenza etica, a tutto vantaggio del cittadino, a costo zero per lo Stato. Ciò detto, ribadiamo massima disponibilità a confronti diretti con il legislatore e la politica, non mediati da arbitri schierati. Rimarchiamo infine con rispettosa fermezza che qualsiasi provvedimento unilaterale e non condiviso, studiato o avallato da quote minoritarie e non rappresentative della categoria, elaborato da posizioni preconcette e informazioni distorte, che avesse indirizzo discriminatorio o restauratore rispetto alle istanze qui rappresentate verrà con forza rigettato, nell'interesse del cittadino.

Fonte: Fnpi - Mnlf - Federfardis - Lpi - Culpi

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