Roma, 17 settembre 2025 – Sono oltre sette milioni le persone in Italia che si prendono cura di un familiare non autosufficiente. Un impegno spesso gravoso, che coinvolge profondamente la sfera emotiva, relazionale e sociale di chi lo affronta, e la cui consapevolezza è ormai ben presente nel percepito sociale del Paese.
Secondo l’Osservatorio Sara Assicurazioni, infatti, quasi 6 italiani su 10 (57%) dichiarano di conoscere personalmente o tramite parenti e amici qualcuno che ha affrontato o sta affrontando questa situazione. E tra le difficoltà più temute spicca la solitudine - quindi l’assenza di sostegni, riferimenti e il conseguente rischio di isolamento - indicata da quasi un connazionale su due (42%) tra i fattori che in assoluto più condizionano la quotidianità e l’equilibrio emotivo dei caregiver.
Ma quali sono, allora, i principali bisogni di chi si prende cura di un familiare non autosufficiente? Al primo posto spiccano le misure di sostegno economico (47%) per far fronte ai costi dell’assistenza, spesso anche molto elevati. Seguono la necessità di conciliare vita e lavoro (37%), l’importanza di un supporto psicologico (35%) e la possibilità di delegare alcune attività quotidiane ad altre persone (25%), per alleggerire il carico fisico ed emotivo. Tra le altre esigenze, informazioni sulle misure di sostegno disponibili per sé e per la persona non autosufficiente (29%), formazione specifica per fornire assistenza (22%) e la possibilità di accedere a servizi di telemedicina (18%).
Intervistati su chi dovrebbe farsi carico dell’assistenza, il 47% degli italiani ritiene che dovrebbe essere la famiglia a occuparsene direttamente, almeno finché le condizioni lo permettono. Oltre 4 su 10 (42%) si affiderebbero al servizio sanitario pubblico, seguito da strutture specializzate (33%), servizi privati (27%) o badanti (20%). Un 17% si affiderebbe ad associazioni di volontariato.
Per far fronte ai costi legati alla gestione della non autosufficienza, oltre ad accedere a forme pubbliche di assistenza circa un italiano su due (45%) ricorrerebbe ai propri risparmi, mentre uno su quattro (23%) considererebbe la possibilità di stipulare una polizza assicurativa Long-Term Care (LTC).
Tra gli aspetti che più apprezzerebbero in una soluzione di questo tipo c’è innanzitutto la possibilità di coprire le spese anche in caso di non autosufficienza parziale (41%). Seguono la possibilità di coprire i costi per eventuali ausili speciali (38%) e la convenienza della soluzione (32%).
“L’invecchiamento demografico del nostro Paese sta generando nuovi bisogni sociali, portando in primo piano la sfida della gestione della non autosufficienza” - dichiara Emiliano De Salazar, Direttore Vita di Sara Vita – “Questa condizione impatta profondamente sulla qualità della vita sia della persona che ne soffre sia delle famiglie, con ripercussioni che investono in modo significativo anche la sfera economica. In quest’ottica, le polizze LTC come Sara Prenditi Cura rappresentano una risposta efficace, perché offrono un sostegno finanziario che può contribuire a ridurre il carico dei costi sulle famiglie e permettere una gestione più sostenibile dell’assistenza”.
*Indagine CAWI condotta dall’istituto di ricerca Nextplora su di un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d’età, genere ed area geografica.
Fonte: Sara Assicurazioni
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