Liphe: logistica healthcare in evoluzione, ma burocrazia e gap con ospedali restano sfide aperte

Liphe: logistica healthcare in evoluzione, ma burocrazia e gap con ospedali restano sfide aperte

Le cinque "nuove rotte" del mercato puntano su specializzazione, sostenibilità e IA, ma per vincere le sfide future è cruciale avviare una collaborazione strutturale tra pubblico e privato, mettendo il paziente al centro

Roma. 16 dicembre 2025 – La logistica healthcare italiana è in piena metamorfosi, spinta da innovazione, digitalizzazione e dall’obiettivo di curare i pazienti direttamente a casa. Tuttavia, questa rivoluzione è ostacolata da una fitta ragnatela di lungaggini burocratiche e una governance pubblica frammentata a fronte di grandi investimenti privati. A rivelare le profonde trasformazioni, le criticità attuali e le sfide che attendono il settore per i prossimi anni è una ricerca condotta da LIPHE (Logistica Integrata Pharma Healthcare), la nuova Assoram, che ha coinvolto importanti aziende della filiera.

“Il mondo dell'healthcare, spinto da innovazioni tecnologiche, nuove normative europee e una crescente attenzione alla centralità del paziente, chiede un sistema distributivo che sia non solo efficiente, ma anche specializzato, flessibile e sostenibile - dichiara il Presidente di LIPHE Pierluigi Petrone, da poco riconfermato per il suo terzo mandato alla guida dell’Associazione -”. 

La ricerca LIPHE ha raccolto il punto di vista di general manager che operano in vari settori dell’health supply chain. 

Le interviste hanno identificato cinque macro-trend che stanno guidando le evoluzioni del mercato: 

●      Specializzazione. Siamo nell’era della ‘precision logistic’: i nuovi prodotti come le terapie avanzate, i farmaci biotecnologici e le terapie geniche richiedono una logistica di assoluta precisione. Questo significa una gestione rigorosa della catena del freddo, tempi di consegna rapidissimi e una relazione più stretta tra tutte le parti della filiera. 

●      Flessibilità ed efficienza. Per ridurre le scorte nei magazzini di ospedali e farmacie e rispondere tempestivamente alle urgenze, il mercato richiede la capacità di gestire ordini con quantitativi ridotti e frammentati in tempi rapidi, con l’opzione di ordini on demand. 

●      Capillarità e centralità del paziente. Il futuro vede la domiciliarizzazione delle cure come un obiettivo centrale. Attualmente l’home delivery è ancora limitato (circa il 3% delle spedizioni), ma è destinato a crescere, richiedendo un’integrazione sempre più stretta tra ospedali, territorio, farmacia e operatori logistici.

●      Qualità e sostenibilità. L'esigenza di qualità ed efficienza deve coniugarsi sempre più con la sostenibilità ESG (Ambientale, Sociale e di Governance). Ciò comporta una forte pressione per la riduzione di emissioni e rifiuti, oltre a contenere i costi. 

●      Multicanalità e e-commerce. Nonostante il ruolo cruciale della farmacia, l'eCommerce si consolida (soprattutto per OTC, integratori e dispositivi medici), guidato da un paziente-consumatore sempre più informato. Si espandono modelli come il Click & Collect, i locker sanitari e la consegna express, che pongono nuove sfide organizzative e tecnologiche alla filiera.

Le criticità del sistema: governance, gare al ribasso e gap col pubblico

Ad ostacolare il pieno sviluppo di questa supply chain sono alcune importanti criticità strutturali, soprattutto nella sinergia con il settore pubblico.

“Il primo ostacolo riguarda il regionalismo sanitario ‘differenziato’ che si traduce in modelli di acquisto diversi, in una logistica della distribuzione non uniforme sul territorio e quindi in una disparità di accesso ai servizi da parte dei cittadini - evidenzia il Direttore Generale di Liphe, Mila De Iure. L’adozione di modelli di Partenariato Pubblico Privato con un coinvolgimento attivo degli operatori logistici specializzati potrebbe portare a maggiori efficientamenti e risparmi per il Servizio Sanitario Nazionale, dando la possibilità ai farmacisti ospedalieri di concentrarsi sulle attività cliniche, di appropriatezza, di farmacovigilanza e risk management”. 

Altra criticità segnalata in relazione alle gare pubbliche riguarda l’esclusivo focus sui prezzi con un limitato riconoscimento degli investimenti in qualità, sicurezza, digitalizzazione e sostenibilità. Un approccio che riguarda anche il rapporto con l’industria e che rischia di indebolire la capacità del sistema distributivo di rispondere a esigenze sempre più complesse, soprattutto in un contesto di aumento strutturale dei costi energetici e di compliance. 

Le imprese della logistica negli ultimi anni hanno investito notevolmente in automazione e digitalizzazione: “Alcune aziende – ribadisce il Direttore De Iure – segnalano difficoltà a cooperare con i sistemi del settore pubblico (ospedali, farmacie ospedaliere, piattaforme sanitarie regionali), perché risultano spesso disallineati. Un divario che non solo frena l’efficienza complessiva, ma rischia di rallentare gli sviluppi dell’home delivery e la gestione a domicilio dei pazienti”.

Le sfide future

La ricerca evidenzia come le sfide future della logistica healthcare si concentrino su quattro direttrici principali: domiciliarizzazione delle cure, innovazione tecnologica, sostenibilità e nuove competenze. 

L’home delivery e l’home caring rappresentano un cambio di paradigma verso una sanità più proattiva e richiedono un’evoluzione normativa e modelli collaborativi tra pubblico, privato e partner tecnologici, supportati da piattaforme digitali e servizi personalizzati. 

Parallelamente, l’adozione di tecnologie avanzate e di intelligenza artificiale è già in corso e sarà sempre più centrale per automatizzare i magazzini, ottimizzare le consegne e migliorare la pianificazione delle consegne.

Nonostante la proroga di alcuni adempimenti, la sostenibilità resta una leva strategica attenzionata dal mercato, spingendo gli investimenti in decarbonizzazione, efficientamento energetico e modelli collaborativi di trasporto.

Questo impegno si scontra con una carenza cronica di personale, sia per i ruoli meno qualificati che per quelli specializzati. Sono richieste nuove competenze tecniche per l'automazione e l'IA, oltre a esperti in logistica sanitaria e partenariato pubblico-privato. È fondamentale investire in formazione continua (upskilling) per tutti gli attori della filiera e migliorare l'attrattività del settore per le nuove generazioni.

“È evidente che il settore della distribuzione healthcare stia vivendo un periodo di grande trasformazione, dove la chiave di volta non sarà solo l'efficienza, ma la capacità di integrare specializzazione, innovazione e sostenibilità in una logica collaborativa, per garantire al paziente il massimo livello di cura, sicurezza e tempestività - conclude il Presidente Petrone -. La sfida per il futuro è chiara: sedersi finalmente tutti allo stesso tavolo, in una logica collaborativa, per costruire una "sanità più proattiva, centrata sul paziente e tecnologicamente integrata”. 

Fonte: Liphe

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