Da un’indagine IQVIA, presentata nel corso dell’Assemblea Annuale di Integratori & Salute, è emerso che gli integratori per la bellezza e quelli per i bisogni funzionali registrano i maggiori tassi di crescita in Europa, mentre le tipologie più vendute si confermano le vitamine. Crescono i consumi anche attraverso il canale on line: le e– pharmacy spopolano soprattutto in Germania, mentre in Italia hanno ancora una bassa penetrazione e si preferisce di gran lunga il canale fisico. Quello degli integratori è un comparto che guarda al futuro (6 aziende su 10 in Europa hanno investito in digitalizzazione), ma che sconta ancora molte limitazioni a causa di una normativa che penalizza la competitività delle aziende e l’innovazione, soprattutto in confronto ai Paesi extra europei.
Milano, 21 maggio 2026 - Armonizzazione della normativa a livello europeo, innovazione e ricerca, nuovi trend di consumo: sono alcuni dei temi chiave dell’Assemblea annuale 2026 di Integratori & Salute, la realtà nazionale più rappresentativa del comparto degli integratori alimentari, che conta circa 200 aziende nazionali e multinazionali su tutto il territorio italiano ed è parte di Unione Italiana Food, aderente al sistema Confindustria. Al centro del dibattito l’andamento del mercato degli integratori in Europa, che nel 2025 ha toccato quota 24 miliardi di euro, crescendo a valore del +10% rispetto all’anno precedente[1].
Ad aprire i lavori dell’Assemblea, gli interventi di Massimiliano Fedriga, Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome e di Germano Scarpa, Presidente di Integratori & Salute, che ha voluto rimarcare l’importanza di un’armonizzazione europea delle normative in materia di integratori, in quanto l'attuale frammentazione in essere penalizza l'innovazione e le aziende che investono in alta qualità, come quelle italiane.
“Le maggiori difficoltà che incontriamo oggi a livello europeo – sostiene il Presidente Scarpa - derivano dall’assenza di una normativa specifica per gli integratori. Le norme di riferimento per il nostro comparto sono infatti quelle che disciplinano gli alimenti e pongono diversi limiti all’innovazione del settore. In Paesi extra-europei, come ad esempio gli Stati Uniti, le imprese godono di maggior elasticità nel fare ricerca e nella possibilità di introdurre non tanto nuovi nutrienti, ma almeno di modificare i dosaggi in uso di quelli noti, trovando nuove funzionalità metaboliche. In Europa abbiamo ricercatori che effettuano studi scientifici sui nutrienti, mettendo spesso in luce nuove possibilità di health claim, ma poi si bloccano perché a livello normativo non riescono ad andare avanti. Oltreoceano, invece, nel momento in cui viene dimostrato scientificamente l’effetto metabolico di un nutriente, questo può comparire nell’etichetta dei prodotti.”
CRESCONO IN EUROPA LE VENDITE DI INTEGRATORI PER LA BELLEZZA E PER I BISOGNI FUNZIONALI
Dall’indagine IQVIA presentata nel corso dell’Assemblea Integratori & Salute, è emerso che le tipologie più vendute a livello europeo sono rappresentate da integratori vitaminici e minerali (34,5% del valore) seguite dagli integratori per l’apparato gastro-intestinale (19,2%). Subito dopo, troviamo quelli per la tosse e raffreddore (8,1%), per l’apparato urinario e riproduttivo (6,9%), tonici e stimolanti (6,8%) e gli integratori che sostengono calma, sonno e umore (6,2%)
I maggiori trend di crescita riguardano principalmente gli integratori per la bellezza (+13%), quelli relativi all’apparato urinario e riproduttivo (11%) e quelli che aiutano a contrastare il dolore (11%)[2].
Per quanto riguarda, invece, l’innovazione, l’indagine ha messo in evidenza come il settore si stia muovendo verso direzioni ben precise come la ricerca, che porta avanti nuove evidenze scientifiche, l’evoluzione di formati e nuove tecnologie di prodotto e l’integrazione di servizi e soluzioni digital health.
“Il mercato degli integratori - afferma Gilda Sala, Principal & Consulting Lead Consumer Health IQVIA - è guidato da due driver convergenti. Da una parte, un consumatore più informato e orientato alla prevenzione, in grado di valutare ingredienti ed efficacia. Dall’altra, il crescente peso di categorie a guida Health Care Professional (HCP), come apparato urinario, salute femminile, probiotici, stress/sonno, che rappresentano le categorie a maggior crescita in Europa e sono quelle in cui medico e farmacista influenzano in modo determinante la scelta. Per quanto riguarda invece la competitività del settore, la credibilità scientifica diventerà sempre più un fattore fondamentale di distinzione. Brand con studi clinici solidi, claim approvati e supporto HCP emergeranno come partner preferenziali in farmacia e nella raccomandazione medica.”
IN AUMENTO LE VENDITE ONLINE: OGGI COPRONO UN QUARTO DEL MERCATO EUROPEO
Per quanto riguarda i canali di vendita di integratori, l’omnicanalità si afferma come condizione di base del mercato: i consumatori si muovono in maniera trasversale tra farmacia, retail, digitale e social. In Europa, oltre il 60% delle aziende di integratori ha già investito in digitalizzazione e l’online vale in media il 25% delle vendite di questi prodotti. Un canale che sta crescendo più rapidamente rispetto all’offline, ma con livelli di penetrazione molto eterogenei nei diversi mercati europei. In Italia, ad esempio, il peso delle e–pharmacy è ancora basso - pari all’8% del valore delle vendite - a conferma dell’importanza dei consigli forniti dai farmacisti, attraverso il canale fisico. Al contrario, l’online incide maggiormente in altri Paesi Europei, a partire dalla Germania, dove un quarto delle vendite di integratori alimentari (26%) avviene attraverso le e–pharmacy; seguono in questa classifica anche Repubblica Ceca, Russia e Slovacchia.
L’INTEGRATORE DI DOMANI: COME ORIENTARSI
Come dovrebbero essere gli integratori del futuro e in quale direzione dovrebbero andare le aziende per essere sempre più competitive e al servizio delle esigenze del consumatore? Si è provato a rispondere a queste domande durante la tavola rotonda tenuta nel corso dell’Assemblea di Integratori & Salute, alla quale hanno preso parte personalità di spicco del mondo accademico e scientifico.
Livia Menichetti, Direttore Generale di EHPM, la principale associazione europea di categoria che rappresenta il settore degli integratori alimentari, ha sottolineato che oggi è essenziale adottare un approccio pragmatico che tuteli i consumatori senza frenare la ricerca e lo sviluppo, e che sostenga l’innovazione. Questo obiettivo può essere raggiunto attraverso un rafforzamento dell’armonizzazione. Ma che cosa significa armonizzazione?
“Ogni Paese dell’UE ha un proprio approccio nazionale all’integrazione alimentare e, pertanto, ciò che è necessario è che ogni azienda operi in modo conforme all’interno del quadro normativo europeo, concentrandosi su un approccio proporzionato, scientificamente fondato e basato sull’evidenza. Tale approccio consente a ciascuna azienda di garantire la sicurezza dei prodotti e standard di qualità elevati, permettendo al contempo di massimizzare l’innovazione e assicurare la tutela dei consumatori nell’ambito del quadro regolatorio dell’UE.
Per quanto riguarda i regolatori europei e nazionali, EHPM continuerà a sostenere un dialogo strutturato ed efficace, basato sulla trasparenza, e a chiedere valutazioni basate sull’evidenza scientifica e misure proporzionate di gestione del rischio per dossier chiave quali gli MPL, l’articolo 8 del Regolamento 1925/2006 e i claims sui botanicals.”
Concorda su questo approccio anche Carlo Ranaudo, Professore dell’Università Federico II di Napoli: «Oggi la vera sfida della sanità è trasformare la longevità in anni di vita in buona salute, in un contesto segnato dall’aumento delle cronicità e dalla crescente pressione sui sistemi sanitari. Per questo non possiamo più considerare la spesa sanitaria come un costo, ma come un investimento strategico fondato su prevenzione, innovazione e valutazione dei risultati reali. La sostenibilità si costruisce attraverso un nuovo paradigma di cura, capace di integrare tecnologie digitali, medicina personalizzata e approcci multidisciplinari. In questo scenario, la nutraceutica scientificamente validata può svolgere un ruolo centrale nella prevenzione primaria e nella promozione di una longevità attiva. Investire in qualità, ricerca e valore riconosciuto sarà la chiave per garantire il futuro del sistema salute».
A chiudere il dibattito, il Prof. Arrigo Cicero, Presidente della Società Italiana di Nutraceutica (SINUT), che ha focalizzato l’attenzione sul rapporto tra innovazione e pratica clinica: “Nel mondo della nutraceutica, l’innovazione non passa solo dal prodotto, ma soprattutto dalla crescita della conoscenza scientifica e clinica degli operatori sanitari. Oggi le tecnologie che migliorano bioaccessibilità, tollerabilità e formulazione dei principi attivi stanno contribuendo a rendere i nutraceutici più efficaci e gestibili. Resta però fondamentale colmare il divario tra ricerca e regolazione, superando rigidità che spesso limitano il valore applicativo dell’evidenza scientifica. Solo attraverso un dialogo trasparente tra industria, istituzioni e comunità scientifica sarà possibile sostenere un’innovazione realmente utile per il benessere delle persone”.
[1] IQVIA Global CH Customized Insights MAT Dec 25 – Include tutti i canali mappati da IQVIA (a seconda del paese: farmacie, parafarmacie, catene di farmacie e networks, trade organizzato, ePharmacies – esclude Amazon)
[2] IQVIA Global CH Customized Insights MAT Dec 25 – Include tutti i canali mappati da IQVIA (a seconda del paese: farmacie, parafarmacie, catene di farmacie e networks, trade organizzato, ePharmacies – esclude Amazon)
Fonte: Integratori & Salute
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