Infezioni da Coronavirus, Fondazione Cannavò: “È necessario informarsi usando solo fonti accreditate ed è altrettanto fondamentale non alimentare allarmismi”

Infezioni da Coronavirus, Fondazione Cannavò: “È necessario informarsi usando solo fonti accreditate ed è altrettanto fondamentale non alimentare allarmismi”

Il Presidente della Fondazione Francesco Cannavò, Luigi D’Ambrosio Lettieri, e il Coordinatore del Comitato Scientifico, il professor Luca Pani, intervengono nel dibattito sul nuovo ceppo di Coronavirus diffusosi in Cina, a fronte degli allarmismi (e delle migliaia di mascherine acquistate nelle farmacie) degli ultimi giorni nel nostro Paese.

fcannavòRoma, 31 gennaio 2020 – “Informatevi solo tramite fonti attendibili sulle precauzioni da tenere ma non alimentate gli allarmismi sulla diffusione del coronavirus 2019-nCoV”: l’invito a tutti i cittadini arriva da Fondazione Francesco Cannavò attraverso le parole del suo presidente Luigi D’Ambrosio Lettieri e del coordinatore del Comitato Scientifico, professor Luca Pani.

Mentre su internet si stanno diffondendo anche fake news sul virus, sui gruppi Whatsapp iniziano a circolare le “catene di Sant’Antonio” che invitano a evitare ristoranti e negozi cinesi e aumenta esponenzialmente la vendita delle mascherine, gli esperti chiedono di informarsi attraverso fonti sicure e attendibili.

“Innanzitutto, non vanno confusi i sintomi di questo nuovo Coronavirus con quelli della normale influenza che in questi giorni sta toccando il suo picco massimo; poi vanno messi in pratica i consigli utili e di buon senso, come lavarsi spesso le mani. Come ribadito anche dai vertici dell’Oms, mettendo in pratica le misure giuste di igiene, di individuazione e di isolamento dei casi, è possibile arrivare a interrompere la diffusione del virus – commenta Luigi D’Ambrosio Lettieri -. È fondamentale che anche i farmacisti siano preparati a tranquillizzare i cittadini e possano fornire le prime informazioni sulle corrette precauzioni da osservare”.

I coronavirus (CoV) sono un’ampia famiglia di virus respiratori che possono causare malattie da lievi a moderate, dal comune raffreddore a sindromi respiratorie come la MERS (sindrome respiratoria mediorientale, Middle East respiratory syndrome) e la SARS (sindrome respiratoria acuta grave, Severe acute respiratory syndrome). Sono chiamati così per le punte a forma di corona presenti sulla loro superficie.

I primi sintomi che vanno monitorati, in questo caso, sono malessere generale associato a febbre, iperemia del cavo faringeo con tosse, a volte anche iperemia congiuntivale (forte arrossamento di uno o di entrambi gli occhi) con fotofobia. Come tutte le infezioni virali, uno dei primi sintomi dell’infezione da Coronavirus è la febbre.

“Le mascherine proteggono dalla diffusione delle particelle biologiche infette come, ad esempio, dopo uno starnuto, ma non hanno un effetto di completa protezione dal Coronavirus; vanno utilizzate solo se ci si trova in presenza di persone che si sospetta possano essere state infettate  – aggiunge Luca Pani, Coordinatore del Comitato Scientifico della Fondazione Cannavò, già Direttore Generale dell’AIFA, Ordinario di Farmacologia e Farmacologia Clinica dell’Università di Modena e Reggio Emilia -; rimangono altresì fondamentali pochi e semplici consigli: lavarsi bene e spesso le mani (per almeno 20 secondi), evitare di toccarsi occhi, naso e bocca con le mani non lavate, evitare i luoghi affollati se ci si trova in territori dove è confermata, dalle autorità sanitarie preposte, la presenza di un focolaio epidemico”.

Fonte: Fondazione Cannavò

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