Definiti i punti chiave per garantire un’adeguata formazione del farmacista sui diversi aspetti correlati alla dipendenza dal fumo nel post-Covid
Milano, 9 febbraio 2022 – Il fumo rappresenta il maggiore fattore di rischio evitabile di morte prematura e rientra tra le cause principali legate all’insorgenza di patologie cronico degenerative. Nonostante le molte campagne antifumo messe in campo su scala nazionale nel corso del tempo, la pandemia ha segnato ulteriori problematiche in questo scenario: sebbene si sia verificata una riduzione della percentuale dei fumatori osservata ad aprile rispetto a gennaio (pre lockdown), c’è stato un incremento significativo nel 2021.
Alla luce dei risultati emersi da un’indagine condotta sui farmacisti per fotografare le attuali modalità di counseling e comunicazione impiegate con il cittadino che intende smettere di fumare, sono stati definiti gli approcci e le strategie più efficaci nella gestione di questi percorsi. Si è parlato di questo e di molto altro durante il webinar “#NOSMOKEINFARMACIA Il ruolo del farmacista nei percorsi di smoking cessation” promosso da Edra e realizzato con il contributo non condizionante di Philip Morris Italia S.r.l.
Carolina Carosio, Farmacista Territoriale, ha messo subito in evidenza il ruolo del farmacista sul territorio, sottolineando che “la pandemia ha consacrato il farmacista come l’anello di congiunzione tra il cittadino e il Sistema Sanitario: raggiungendo tutta la popolazione il farmacista riesce ad instaurare un rapporto di fiducia e veicolare informazioni corrette. Per questo motivo un professionista opportunamente formato ha un ruolo chiave per la corretta presa in carico del paziente e l’implementazione di percorsi mirati e finalizzati alla cessazione del fumo, in collaborazione con altri attori. Auspico un’educazione sanitaria interprofessionale e un’opportuna condivisione di informazioni per promuovere un confronto attivo e funzionale”.
Andrea Zanchè, Medico di Medicina Generale, ASL Pescara, ritiene indispensabile la creazione di una rete sinergica e multiprofessionale attivabile in parallelo a progetti concreti: “Il ruolo del medico nella gestione delle problematiche legate all’abitudine al fumo deve essere contestualizzato in un lavoro multiprofessionale a cui partecipano infermieri, psicologi, farmacisti territoriali, personale amministrativo, con il supporto delle tecnologie digitali. L’approccio al fumatore non deve basarsi soltanto su interventi di tipo farmacologico, ma dev’essere caratterizzato anche da un consapevole utilizzo del counselling e dall’implementazione cosciente e meditata dell’empatia nel rapporto tra medico e paziente: per produrre risultati concreti, gli interventi non devono limitarsi ad azioni una tantum, magari relegate in iniziative di piazza, ma essere progettati come fattori costanti di aiuto e di sostegno al cittadino.”
Martina Gangale, Psicologa Clinica, Università degli Studi dell’Insubria, pone l’accento sugli elementi di counselling più efficaci: “Il consumo di tabacco influenza il comportamento del fumatore, per cui non è portato a smettere, soprattutto una volta che si è instaurata la dipendenza fisica. Esistono diversi fattori individuali e sociali che contribuiscono, in termini di difficoltà, al processo di dismissione dal fumo. Alcuni soggetti vivono il consumo di tabacco come una necessità che, tuttavia, non riescono a spiegare mentre per altri il fumo rappresenta un modo per gestire lo stress e sentirsi più sicuri. I professionisti sanitari che tengono in considerazione tutte le variabili hanno maggiori possibilità di avvicinare il paziente alla cessazione dell’abitudine al fumo. Inoltre, i professionisti sanitari devono sempre considerare il tema della compassione e della "care" nel loro approccio al paziente, in qualità di Persona con proprie emozioni e difficoltà individuali e soggettive: il counselling dev’essere il più possibile calato nelle effettive necessità del singolo".
Gli esperti hanno convenuto quindi sull’importanza di attivare strategie di counselling mirate e contestualizzate all’interno di un confronto multiprofessionale: l’educazione in ambito tabagico risulta oggi prioritaria per il farmacista che deve “comunicare salute al cittadino”. È necessario, dunque, stabilire dei criteri standard per garantire un’adeguata formazione, che sia semplice e costantemente aggiornata, sulle diverse necessità e sui prodotti alternativi che possono contribuire a guidare il cittadino nel “percorso di smoking-cessation”.
Fonte: Edra
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