Giornata mondiale omeopatia, Omeoimprese: nel 2020 registrate punte di oltre il 60% di fatturato per farmaci per il sistema immunitario

Tobia (Federfarma): “Importantissimo il ruolo dei farmacisti per un corretto uso dei medicinali”

Milano, 9 aprile 2021 - Gli Italiani, anche durante la pandemia, si affidano alle medicine complementari, privilegiando l’ambito dell’immunità e di tutti i prodotti legati a questo settore. A scattare questa fotografia è Omeoimprese, l’associazione che in Italia rappresenta il comparto farmaceutico delle aziende produttrici di medicinali omeopatici e antroposofici, in occasione della Giornata Mondiale dell’omeopatia, che si festeggia il 10 aprile.

“Da un anno a questa parte, il Covid-19 ha modificato completamente lo scenario in cui operiamo. Di fronte a una situazione sanitaria eccezionale e in assenza di farmaci specifici, molti pazienti si sono affidati alla medicina complementare, orientando la propria scelta verso alcune categorie, come quella degli immunostimolanti”, spiega il Presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga. “In particolare, nei mesi di marzo e di ottobre, la maggior parte delle imprese del comparto ha registrato un aumento delle vendite a doppia cifra, con punte di fatturato pari a +58% e +64% rispetto all'anno precedente. Molte aziende sono arrivate ad esaurire le scorte di alcuni articoli nei magazzini; si è trattato per lo più di farmaci utilizzati per sostenere il sistema immunitario”.

Globalmente, per le aziende del settore, l'impatto del Covid-19 ha comportato fatturati stabili: un risultato positivo, considerata la crisi economica generata dalla pandemia e gli effetti del lockdown, che hanno portato i cittadini a spendere meno, ma anche a ridurre le uscite in farmacia e le consultazioni dal medico specialista o dall'omeopata, con una conseguente diminuzione del numero di prescrizioni.

“Se guardiamo al 2020, il nostro mercato nel complesso ha vissuto alti e bassi, anche a causa dell’assenza di alcune patologie, tipicamente invernali: tosse, raffreddore, influenza. Di contro, se analizziamo il rapporto fra gli italiani e la medicina omeopatica, è evidente la fidelizzazione e la fiducia. Lo dicono i risultati ottenuti in piena pandemia, ma soprattutto lo confermano migliaia di medici e farmacisti che consigliano con soddisfazione questa terapia”, continua Gorga.

“Anche per la dispensazione dei farmaci omeopatici - afferma il segretario nazionale di Federfarma, Roberto Tobia - il ruolo del farmacista assume una rilevanza fondamentale in termini di consigli professionali per il corretto utilizzo di questi medicinali”.

Scheda:
Gli Italiani e l’omeopatia
Quasi un quinto degli italiani usa l’omeopatia. Un dato addirittura in crescita rispetto al marzo 2016, data a cui risale l’ultima indagine ufficiale sul settore.
Secondo un sondaggio EMG-Acqua per Omeoimprese, sono quasi 9 milioni le persone che nel nostro Paese ricorrono all’omeopatia almeno una volta all’anno. L’identikit parla principalmente di donne (63%) di età compresa fra i 35 e i 54 anni (55% del totale campione) con una buona occupazione e un buon livello di istruzione, che risiedono nel Nord (58%).
L’80% degli italiani conosce l’omeopatia e chi la utilizza ne apprezza in primis l’assenza di effetti collaterali (14%), l’atossicità (12%) e il grado di efficacia (9%).
Con l’omeopatia gli italiani curano soprattutto raffreddori e influenza (59%), patologie articolari o muscolari (26%), problemi gastro-intestinali (25%) allergie e disturbi dell’apparato respiratorio (21%), digestione (19%), insonnia (15%).
Il 58% di chi, negli ultimi 10 mesi, ha assunto farmaci, ha usato uno o più medicinali omeopatici. Il 60% degli italiani, non necessariamente consumatori abituali, sostiene che i farmaci omeopatici ed allopatici debbano essere utilizzati insieme. Per Omeoimprese, si tratta del risultato di una battaglia condotta per anni dall’associazione contro chi parla impropriamente di omeopatia definendola ‘medicina alternativa’ e non ‘medicina integrata’.
I migliori alleati dell’omeopatia sono i medici: il 55% degli utilizzatori di questi farmaci lo fa su loro indicazione. Il 39% si lascia guidare dalla farmacia di fiducia, il 26% è stato indirizzato all’omeopatia dalle strutture sanitarie pubbliche, il 17% dallo specialista della patologia. Il 26% si reca dall’omeopata.

Fonte: Omeoimprese

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