Fofi: la sanità di prossimità non può fare a meno dei farmacisti all'interno della rete dell'assistenza territoriale

“In una delle fasi più complesse della storia recente, quale è stata certamente la pandemia, i farmacisti si sono rivelati un elemento di solidità del Servizio Sanitario Nazionale, dando prova di efficienza, competenza, affidabilità e piena integrazione con gli obiettivi di salute pubblica. I farmacisti impegnati sul territorio hanno sostenuto i bisogni di salute degli italiani e consentito al Paese di non fermarsi: con i tamponi e il rilascio del green pass, con la somministrazione di milioni di vaccini e la dispensazione di migliaia di terapie antivirali che senza il nostro impegno probabilmente non sarebbero mai arrivate nelle case dei pazienti. E ancora, grazie ai farmacisti è stata possibile l’adozione in tempi record della ricetta dematerializzata e l’erogazione di migliaia di prestazioni di telemedicina che in molti casi si sono rivelate salvavita, contribuendo a ridurre la pressione sui Pronto Soccorso. È questa la lente attraverso la quale leggere la realtà del nuovo ruolo assunto dai farmacisti nel nostro Sistema sanitario. Un ruolo che l’intera categoria ha immaginato, prima, e perseguito, poi, senza sosta, dimostrando una straordinaria capacità di evolvere di pari passo con le trasformazioni del sistema e i bisogni di salute degli italiani”, dichiara Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI), commentando le dichiarazioni rilasciate oggi dai coordinatori del CIMEST (Coordinamento intersindacale di medicina specialistica ambulatoriale di territorio), Salvatore Gibiino e Salvatore Calvaruso.
“I farmacisti di prossimità – aggiunge Mandelli – hanno dimostrato di poter contribuire in maniera significativa a semplificare l’accesso alle campagne di immunizzazione, alleggerendo, supportando e integrando il peso sugli altri presidi e professionisti sanitari deputati alla cura dei pazienti. Un contributo che si estende all'attività di prevenzione e gestione delle cronicità - ambito nel quale riveste un ruolo fondamentale il monitoraggio dell’aderenza terapeutica -, che rappresenta un obiettivo di cruciale importanza per la tenuta del sistema, sia sul versante sanitario, sia sul fronte economico, che non può che tradursi in un impegno concreto per tutti i professionisti sanitari che operano sul territorio”.
“Oggi l’organizzazione di un efficiente sistema di cure territoriali rappresenta una strada obbligata per rispondere alla sfida della cronicità e garantire una maggiore equità di accesso alle cure. Un obiettivo da realizzare mettendo al centro il paziente, puntando sulla prossimità e su un modello di assistenza interprofessionale che, nel rispetto delle differenti competenze, deve valorizzare la sinergia tra farmacisti, medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e infermieri come delineato dal DM 77, nonché sulla valorizzazione delle opportunità che derivano dall’implementazione della tecnologia applicata ai servizi e alle prestazioni sanitarie. I farmacisti sono stati e continueranno ad essere, all’interno della rete dell’assistenza territoriale, il motore di questo cambiamento”, conclude il presidente FOFI.

Fonte: Fofi

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