Fibroma uterino: i ginecologi italiani a confronto sul tema

È durata un anno l’iniziativa di Doxa Pharma sul territorio italiano, nata con l’obiettivo di coinvolgere i ginecologi italiani in incontri finalizzati a promuovere il confronto sul trattamento delle donne affette da fibromi uterini. Due i principali trend evidenziati: approccio più attento alla qualità della vita della donna e tendenza alla conservazione dell’utero a prescindere dall’età e dal desiderio riproduttivo della donna. È la donna al centro della decisione terapeutica

Milano, 11 dicembre 2019 Ben 39 workshop in 34 città di 15 regioni italiane, per un totale di 298 ginecologi coinvolti nell’analisi di 186 casi clinici di donne affette da fibromi uterini. Sono i numeri dell’iniziativa condotta sul territorio italiano da Doxa Pharma, della durata di 12 mesi, per approfondire le tematiche legate al fibroma uterino. Obiettivo: coinvolgere i ginecologi italiani in incontri finalizzati a sollecitare una riflessione sui nuovi metodi di gestione della patologia, considerando le terapie disponibili ad oggi.

I numeri parlano chiaro: nel nostro Paese, le donne affette da fibroma uterino sono più di 3 milioni. In circa il 60% dei casi i fibromi sono sintomatici e possono impattare sulla qualità di vita delle donne provocando menometrorragie, anemia, dolore addominale e senso di compressione, dolore durante i rapporti sessuali, infertilità, aborti spontanei e complicanze in gravidanza. Da qui la necessità di un’iniziativa che metta a confronto gli specialisti distribuiti capillarmente sul territorio nazionale. I ginecologi sono stati coinvolti per aprire un confronto tra le loro diverse esperienze con le terapie e per discutere direttamente su casi clinici di real life.

LA PAZIENTE AL CENTRO – Il fibroma uterino si conferma un “tema quotidiano” per la maggior parte degli specialisti coinvolti, in ambito pubblico e privato. Con una particolarità: è cambiato il ruolo della donna, oggi più attiva e più partecipe nella decisione terapeutica. Un cambiamento che è anche socio-culturale e che va di pari passo con l’evoluzione del ruolo della donna nella società. I mutamenti nello stile di vita si riflettono e portano a riconoscere altre funzioni importanti per l’utero, al di là del ruolo riproduttivo.

In dettaglio, dagli incontri tra ginecologi organizzati da Doxa Pharma, emergono due macro trend:

  • L’approccio più attento alla qualità della vita. Oggi emerge da parte dei clinici più attenzione ai temi legati alla qualità della vita, al benessere della donna e alle esigenze specifiche delle pazienti. Una su tutte: la necessità di alleviare rapidamente la sintomatologia per poter tornare alla quotidianità.
  • La tendenza alla conservazione dell’utero. In tutte le regioni d’Italia, vi è un diffuso approccio conservativo, a prescindere dall’età e dal desiderio riproduttivo della donna. Si tende a salvaguardare la fertilità, anche in assenza di un desiderio immediato di gravidanza.

IL TRATTAMENTO – La terapia medica specifica per il trattamento del fibroma uterino è considerata positiva su tutti i fronti: “rivoluzionaria”. Tra i principali punti di forza: la sua efficacia e la rapidità d’intervento sul sanguinamento, citate da ben 8 medici su 10. Efficace perché in grado di intervenire rapidamente sulla sintomatologia, mantenere nel tempo l’effetto benefico (anche in gravidanza), evitare l’intervento chirurgico e migliorare il benessere e la qualità della vita della donna in trattamento. Oltre a essere un trattamento flessibile e che, quindi, si adegua alla risposta clinica della paziente. Altro vantaggio: la sicurezza. Sono pochissimi gli effetti collaterali e si evitano i rischi generati da un possibile intervento.

Per la maggior parte dei ginecologi, le pazienti più trattate con terapia medica specifica sono in età perimenopausale e più avanzata ma – sottolineano ancora le rilevazioni Doxa Pharma – è in crescita l’interesse e l’uso della terapia tra le pazienti più giovani e in età fertile, anche in cerca di gravidanza.

Da non sottovalutare, infine, l’importanza del counseling inteso come dialogo diretto e immediato tra clinici e pazienti. È lo strumento chiave per informare e sensibilizzare, oltre che valorizzare il ruolo attivo delle donne, al centro della decisione terapeutica.

“Siamo estremamente soddisfatti delle reazioni positive dei ginecologi italiani ai nostri incontri su tutto il territorio nazionale” commenta Paola Parenti, Vice President di Doxa Pharma. “Gli incontri sono stati apprezzati dai partecipanti perché utili a mettere a fuoco al meglio il profilo della terapia e a trarre spunti fungibili per la pratica clinica. Oltre a proporre esperienze diverse valutate interessanti, nonché offrire vari punti di vista per affrontare in modo diverso la patologia. Grazie agli incontri, abbiamo alimentato il confronto tra colleghi, che notiamo essere l’elemento più gradito. La chiave è, infatti, il format di scambio tra pari: vale molto poter condividere dubbi ed esperienze pratiche sul territorio per aumentare il proprio bagaglio informativo sulla gestione del farmaco e della patologia a 360 gradi. Indubbiamente, per tanti, è un’esperienza da ripetere!”

Fonte: Doxa Pharma

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