| “La II giornata nazionale per la sicurezza delle cure e della persona assistita ha il merito importantissimo di ricordare che il miglioramento delle terapie, in particolare quelle farmacologiche oggi in una fase di grandi innovazioni, deve necessariamente essere accompagnato da una sempre maggiore attenzione alla sicurezza delle cure, alla prevenzione dell’errore da parte del professionista ma anche da parte del paziente stesso” dice il presidente della FOFI, Andrea Mandelli, dopo il suo intervento alla Conferenza che ha rappresentato il cuore della giornata. “Questo chiama direttamente in causa la nostra professione, tanto nell’ospedale, per il contributo del farmacista alla riduzione degli errori, quanto sul territorio, dove il farmacista è l’ultimo professionista con il quale il cittadino ha un contatto diretto prima di cominciare ad assumere il farmaco prescritto”. Oggi, ha detto Mandelli nel suo intervento, l’aumento della cronicità e delle politerapie, ma anche la presenza sempre più frequente della figura del caregiver, richiede una ulteriore opera di educazione terapeutica per migliorare la conoscenza del farmaco e, quindi, il suo corretto impiego. Il presidente della Federazione ha altresì sottolineato come l’aver precluso la distribuzione sul territorio dei farmaci più innovativi, abbia ostacolato nella fase del lockdown l’accesso ai medicinali da parte dei pazienti, per la difficoltà a recarsi negli ospedali e nelle strutture del SSN e anche questo è un fattore da considerare ai fini della sicurezza delle cure. “Per promuovere la sicurezza, dal punto di vista degli specialisti del farmaco, oggi sono prioritari tre aspetti. Il primo è ovviamente la formazione dei professionisti sia sulle tematiche della prevenzione dell’errore sia sulle caratteristiche dei nuovi trattamenti, che deve essere diffusa nell’ospedale e nel territorio; la digitalizzazione completa dei dati del paziente attraverso il Fascicolo sanitario elettronico e il Dossier farmaceutico, aggiornato dal farmacista, che traccia tutti i medicinali assunti, così da prevenire, per esempio, interazioni e doppie prescrizioni; infine, ma non per importanza, dobbiamo aumentare l’attività di farmacovigilanza, puntando l’attenzione anche sugli eventuali effetti indesiderati di fitoterapici e integratori, il cui impiego è ormai diffusissimo anche senza l’indicazione del medico o il consiglio del farmacista. La Federazione degli Ordini è in prima linea anche su questo fronte“ ha concluso Andrea Mandelli ”come i 6000 farmacisti delle strutture del SSN e i 60.000 che operano sul territorio, che nella fase critica della pandemia sono stati i professionisti della salute sempre accessibili ai cittadini”. |
Fonte: Fofi
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