Farmaci equivalenti, cresce l’uso nella provincia di Perugia. Orlacchio: “Decisivo il ruolo delle farmacie”

Farmaci equivalenti, cresce l’uso nella provincia di Perugia. Orlacchio: “Decisivo il ruolo delle farmacie”

Corretta informazione ai cittadini da parte del medico di famiglia e del farmacista, convincimento “scientifico” dei medici prescrittori basato sulla formazione e campagne di sensibilizzazione per sciogliere dubbi e resistenze sull’uso dei farmaci equivalenti: queste alcune delle principali azioni proposte per diffondere la conoscenza e i vantaggi del farmaco equivalente, soprattutto tra le fasce più deboli della popolazione, che sono emerse nel corso del convegno “il ruolo sociale del farmaco equivalente - call to action” - promosso a Perugia da Motore Sanità con il contributo di Teva e con il patrocinio dell’Assemblea Legislativa della Regione Umbria, dell’Usl Umbria 1 e di CittadinanzAttiva. Presso la sala Fiume della regione Umbria gli stakeholder hanno posto l’accento sulle azioni concrete per aumentare l'uso dei farmaci equivalenti, riducendo i costi per i cittadini e migliorando l'accesso alle cure.

Presenti il presidente dell’ordine dei Farmacisti della provincia di Perugia Filiberto Orlacchio, l’assessore regionale alla sanità Luca Coletto, Chiara Calzoni Vice Segretario FIMMG Perugia, Andrea Caprodossi Responsabile del Servizio Farmaceutico Usl Umbria 1, Giulio Lattanzi, Consigliere Federfarma Perugia, Luca Tedeschi Vice Segretario Regionale SIMG Regione Umbria, Alberto Giovanzana Associate Director Government & Regional Affairs Teva Italia, Valerio Biglione, Direzione Scientifica di Motore Sanità.

Il quadro nazionale, regionale e della provincia di Perugia

L’ultima analisi pubblicata dall’Agenzia Italiana del Farmaco (2022) certifica che in Italia si registra ancora una bassa incidenza (terzultimo posto) della spesa per i farmaci equivalenti rispetto agli altri Paesi europei. Dati più recenti confermano che quasi un cittadino su tre nutre ancora dubbi sul fatto che i farmaci equivalenti abbiano la stessa efficacia di quelli  “di marca” e uno su cinque dichiara che il medico indica sul ricettario solo quest’ultima tipologia. Altri dati: nel 2023 i cittadini hanno speso 1.029 milioni di euro di differenziale di prezzo per il farmaco “brand” più costoso, invece che per il generico-equivalente, meno costoso ed interamente rimborsato dal SSN.

Nel 2022 l’86,3% di medicinali rimborsati dal SSN sono farmaci off-patent; di questi il 29.5% sono rappresentati da generici-equivalenti. L’Umbria si colloca leggermente al di sotto della media italiana, subito dopo la Toscana e comunque in posizione migliore rispetto ad altre regioni del Centro Italia. Per quanto riguarda il differenziale pagato dai cittadini umbri nel 2023, ammonta a 15.994.520 euro. C’è un dato positivo: nel 2024, la provincia di Perugia ha registrato una crescita significativa nell’uso dei farmaci equivalenti, con un aumento del 15% rispetto all’anno precedente. Questa crescita, secondo Chiara Calzoni, Vice Segretario FIMMG Perugia, è stata favorita da diverse iniziative e campagne di sensibilizzazione mirate a informare i cittadini sui benefici dei farmaci equivalenti, sia in termini di efficacia che di risparmio economico. 

Tra le iniziative che la Regione Umbria ha messo in campo per favorire la prescrizione di farmaci equivalenti - ha spiegato Luca Coletto, Assessore alla Salute e Politiche Sociali della Regione Umbria - è di fornire periodicamente ai medici prescrittori tabelle di confronto con i costi/terapia dei vari farmaci appartenenti alla stessa classe terapeutica, per orientare la prescrizione verso i farmaci che, a parità di efficacia e sicurezza, hanno un costo/terapia più vantaggioso per il Ssr. Purtroppo rispetto ai farmaci equivalenti -c'è ancora molta mancanza di informazione e formazione; si tratta soprattutto di un problema culturale per superare il quale serve agire sull’informazione”.

Azioni chiave per la promozione degli equivalenti possono arrivare dalle farmacie nell’ambito del progetto “la farmacia dei servizi”.

Corretta comunicazione, erogazione di servizi e monitoraggio dell'aderenza alle terapie: queste sono le azioni chiave della farmacia dei servizi per la promozione degli equivalenti, secondo Filiberto Orlacchio, Presidente Ordine dei Farmacisti della Provincia di Perugia. “Per legge il farmacista deve informare il cittadino che il farmaco equivalente garantisce la stessa qualità e sicurezza dei farmaci originator. Inoltre, stiamo monitorando l'aderenza farmacologica delle principali tre patologie. Per quanto riguarda il convincimento del paziente, serve un lavoro di relazione più marcato per i soggetti più difficili, che passi dalla presa in carico del paziente e dal suo monitoraggio dei suoi valori clinici, così che anche il necessario switch farmacologico non sia motivo di mancata aderenza alla terapia e renda il paziente più motivato e convinto che l’equivalente ha la stessa efficacia dell’originator”.

Occorre fare sistema tutti insieme, investendo sul farmaco equivalente – è emerso dal confronto – puntando sulla collaborazione di medici e farmacisti.

Fonte: Ordine dei farmacisti Perugia

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