Re Cereal: un progetto per rivitalizzare i cereali dell’antica tradizione tramite miglioramento varietale, ottimizzazione delle pratiche agronomiche e dei processi di trasformazione.
Dr Schär, consapevole della priorità nell’investimento in ricerca e sviluppo per il futuro dell’alimentazione, ha promosso Re-Cereal, un progetto mirato alla valorizzazione delle diverse colture agricole tipiche delle regioni alpine. Un progetto prestigioso che si traduce in una maggiore sostenibilità ambientale, nell’apertura di nuove filiere e nuove opportunità. Tutti i risultati e gli approfondimenti scientifici il 21 marzo, presso il Dr. Schär R&D Centre di Trieste.
Durante 30 mesi, da novembre 2016 ad aprile 2019, Dr. Schär ha condotto il progetto Re-Cereal, una rete di ricerca e trasferimento tecnologico per il miglioramento dell’utilizzo di cereali minori e pseudo cereali finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e Interreg V-A Italia-Austria 2014-2020. Una collaborazione transfrontaliera di partner selezionati tra Università, centri di sperimentazione e imprese unite dai valori di responsabilità e progresso.
Il principale risultato di Re-Cereal è il recupero e la valorizzazione di cereali minori (miglio e avena) e pseudo cereali (grano saraceno), avvenuta attraverso attività di miglioramento genetico e l’ottimizzazione delle tecniche agronomiche e di lavorazione delle granaglie.
Grazie alla collaborazione con l’Università degli Studi di Udine, che si è occupata della valutazione varietale e del miglioramento genetico, si è dimostrata l’adattabilità all’area progettuale di materiali interessanti, due varietà di grano saraceno e tre di miglio, con grandi potenziali agronomici rispetto alle varietà esistenti.
L’attività di ottimizzazione delle pratiche colturali e la valutazione dei tratti agronomici, coordinata dal Centro di Sperimentazione Laimburg, ha infatti individuato tempistiche e densità ottimali per la semina di queste varietà di miglio e grano saraceno. Quest’ultimo in particolare “ha confermato di essere molto sensibile ai lunghi periodi di caldo, dimostrando invece una buona adattabilità nelle zone di media montagna a 900-1.000 metri, dove maggiori sono le escursioni termiche tra il giorno e la notte”, dichiara il Dott. Silvano Ciani, Project Lead di Re-Cereal. Uno pseudo cereale dalle grandi potenzialità e altamente sostenibile, in quanto compete molto bene con le piante infestanti senza l’utilizzo di pesticidi ed attrae molti insetti favorendo la biodiversità. Il miglio si è confermato come un cereale resiliente, che ben tollera estati calde e secche, sempre più frequenti negli ultimi anni.
Nello sviluppo del progetto Re-Cereal con la collaborazione dell’Università di Innsbruck si è lavorato anche sull’ottimizzazione dei processi di lavorazione delle granaglie e sull’analisi di chicchi e farine. Nelle granaglie delle tre varietà di miglio individuate l’alto contenuto di antiossidanti viene mantenuto grazie a processi termici innovativi che riducono il rischio di ossidazione delle farine, donandogli stabilità e ottimizzandone l’utilizzabilità da parte dei consumatori. Sulla farina di grano saraceno si sono sviluppate tecnologie di molitura e decorticazione per il mantenimento delle proprietà nutrizionali.
Il trasferimento tecnologico, di cui si è occupata principalmente la Kärntner Saatbau, è stato strutturato con 3 field day che hanno permesso ad agricoltori e a persone interessate alle tematiche proposte di toccare con mano i risultati del progetto. Sono state fatte visitare le prove parcellari in campo, si è attivato un workshop sulla coltivazione del grano saraceno nelle zone alpine e uno sulle proprietà sensoriali dei prodotti senza glutine rivolto soprattutto a tecnologi alimentari e chimici degli alimenti che hanno testato i prodotti.
Ma i risultati di Re-Cereal, oltre che agronomici, nutrizionali e tecnologici, avranno anche delle importanti ricadute economiche.
Gli agricoltori sono infatti sempre più interessati a colture alternative resilienti che facciano fronte ad attacchi parassitari e al rischio di contaminazione da micotossine nella granella. Inoltre, a fronte di una redditività in calo per le colture tradizionali, la collaborazione con Dr. Schär diventa una garanzia. L’azienda storicamente crea filiere e ha contratti di coltivazione e ritiro ben precisi con gli agricoltori e con i mulini, a tutela dei coltivatori e dei consumatori. Con la coltivazione controllata, infatti, Dr. Schär offre una garanzia di sicurezza e qualità di materie prime con alti valori nutritivi e ottime proprietà organolettiche.
Alle consolidate filiere di mais, riso e sorgo Dr. Schär ha intenzione, alla luce dei risultati di Re-Cereal, di aprire a grano saraceno e potenziare la filiera del miglio, generando così nuove possibilità per le aziende agricole del territorio e andando a coprire un’esigenza di mercato precisa. La bilancia commerciale per il grano saraceno in Italia, con un segnale negativo import>export per circa 10.000-15.000 ton/anno (dati FAO), fa infatti emergere una precisa necessità di investire nella coltivazione di questo prezioso pseudo cereale. Sfida che Dr Schär, con la sua visione volta al continuo progresso, ha deciso di cogliere e coltivare.
Tutti i risultati finali del progetto Re-Cereal verranno resi noti il 21 marzo 2019 presso il Dr. Schär R&D Centre di Trieste.
Per maggiori informazioni: https://www.drschaer.com/it/a/drschaer-re-cereal
Fonte: Dr.Schär
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