Crisi energetica/ Farmaceutica: «Non chiudete i rubinetti del gas agli stabilimenti di produzione dei medicinali»

Appello di Medicines for Europe nel giorno della pubblicazione del piano della Commissione UE per gestire eventuali riduzioni delle forniture di gas dalla Russia

Roma, 20 luglio 2022 - “Abbiamo oltre 400 siti di produzione situati in tutti i Paesi europei e forniamo il 70% dei farmaci dispensati in Europa, per questo chiediamo una priorità speciale in caso di carenza di energia ed esortiamo i Governi a mantenere l’approvvigionamento energetico ai siti di produzione di medicinali anche in caso di restrizioni energetiche in Europa”.

Questo l’appello di Medicines for Europe, l’associazione che rappresenta le aziende europee produttrici di farmaci generici, biosimilari e Vlue added medicines in occasione della pubblicazione del piano della Commissione Ue per far fronte a qualsiasi riduzione delle forniture di gas dalla Russia.

«Dobbiamo applicare la stessa cooperazione creativa e costruttiva con le autorità sperimentata nel 2020 durante la pandemia di Covid-19 per mantenere la produzione di medicinali di fronte ai rischi dell'approvvigionamento energetico - si legge in un comunicato -. Molti dei farmaci più critici (sterili, sostanze biologiche e antibiotici) richiedono riscaldamento e raffreddamento altamente specializzati per la loro produzione e consegna a ospedali e cliniche. Ciò richiede una fornitura continua di energia: gas o elettricità. La produzione di medicinali non può essere semplicemente disattivata per alcuni giorni e riaccesa. Anche un arresto temporaneo della produzione richiederebbe uno sforzo enorme e molto tempo prima che il nostro settore riprendesse la produzione a causa di sfide tecniche relative al controllo della temperatura, all'igiene e al controllo delle impurità e alla conformità con i requisiti delle buone pratiche di fabbricazione (GMP)».

«Le catene di approvvigionamento di produzione di medicinali stanno attualmente operando in condizioni di enorme stress a causa della guerra in Ucraina, delle interruzioni legate al Covid, dei colli di bottiglia della logistica e dell’inflazione - conclude la nota -. Un’interruzione della produzione legata all’energia avrebbe effetti dannosi sulla fornitura di medicinali essenziali ai pazienti nell'UE e nel mondo, poiché la nostra industria è un fornitore globale di questi medicinali».

Fonte: Egualia

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