Confindustria Dispositivi Medici: sostenibilità già realtà per oltre metà delle imprese, ma transizione a doppia velocità

Confindustria Dispositivi Medici: sostenibilità già realtà per oltre metà delle imprese, ma transizione a doppia velocità

La Relazione di impatto 2025 e la survey sulle aziende associate fotografano un settore in evoluzione: 58% rendiconta, 62% ha certificazioni, ma le PMI restano indietro

Milano, 16 giugno 2026 – La sostenibilità nel settore dei dispositivi medici non è più un obiettivo futuro, ma una trasformazione già in atto, che però corre a velocità diverse per tipologia di imprese. Oggi il 58% delle aziende rendiconta le proprie performance ESG e il 62% dispone di certificazioni dedicate, mentre oltre la metà delle piccole imprese non ha ancora personale dedicato alla sostenibilità. È la fotografia che emerge dalla Relazione di impatto 2025 e dalla survey realizzata da Confindustria Dispositivi Medici tra le aziende associate, presentate oggi a Milano all’assemblea dell’Associazione.

“I dati ci dicono che la sostenibilità nel settore è già entrata nella dimensione industriale”, ha dichiarato Fabio Faltoni, Presidente di Confindustria Dispositivi Medici. “Ma è una transizione ancora disomogenea: le grandi imprese sono più strutturate, mentre molte PMI hanno bisogno di strumenti e competenze per affrontare questo percorso. La sfida oggi è rendere la sostenibilità accessibile e concreta lungo tutta la filiera”.

La Relazione di impatto 2025 conferma l'impegno di Confindustria Dispositivi Medici e della sua società di servizi, società Benefit, nel supportare le imprese lungo questo percorso, attraverso attività di formazione, consulenza e diffusione di strumenti operativi dedicati allo sviluppo delle imprese in tema di sostenibilità. In questa prospettiva si inserisce anche la scelta di adottare gli standard volontari VSME come riferimento per la rendicontazione ESG, con l'obiettivo di favorire modelli proporzionati e concretamente integrabili nei processi aziendali, anche dalle piccole e medie imprese. 

La survey evidenzia come la sostenibilità sia un percorso già avviato, ma non omogeneo lungo tutta la filiera. Il 33,3% delle aziende ha già sviluppato un percorso strutturato di sostenibilità e un 24,4% prevede di farlo nei prossimi tre anni. Tuttavia, tra le piccole imprese emergono ancora criticità organizzative: il 53% non dispone di personale dedicato e la presenza di figure specializzate risulta strettamente correlata alla capacità di rendicontare e integrare gli obiettivi ESG nei processi aziendali. In questo contesto, si apre una riflessione sul ruolo del professionista della sostenibilità all’interno delle organizzazioni e sulle competenze tecniche ESG da rafforzare in azienda, con particolare riferimento alla compliance e al regolatorio ambientale, sempre più necessari.

Le imprese stanno concentrando i maggiori sforzi sugli aspetti ambientali, in particolare riduzione delle emissioni ed efficientamento energetico, mentre cresce l'attenzione anche verso gli aspetti sociali e di governance, in linea con l'evoluzione delle richieste normative e di mercato.

“La sostenibilità non può più essere interpretata come un tema esclusivamente reputazionale o di compliance, ma anche e soprattutto di sviluppo. È uno strumento di orientamento delle strategie aziendali e sta diventando un fattore di competitività per il settore dei dispositivi medici. Si intreccia infatti sempre di più con l’innovazione tecnologica e l’evoluzione dei modelli di cura. Da una parte, il sistema finanziario misura la solidità di un’impresa anche grazie alle metriche di sostenibilità, che evidenziano qualità della governance, capacità di gestire i rischi e assicurano la business continuity. Dall’altra, il sistema salute è sempre più consapevole della necessità di dover contribuire alla riduzione degli impatti ambientali, al miglioramento dell’equità sociale e all’aumento dell’efficienza complessiva del sistema secondo un approccio One Health. Per questo – ha concluso il Presidente Faltoni - continueremo ad accompagnare le imprese, soprattutto le PMI, con strumenti concreti, competenze e modelli di rendicontazione proporzionati, affinché la transizione ESG possa trasformarsi in innovazione e crescita per l'intera filiera”.

Fonte: Confindustria DM

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