Al via “Make RLT reality”, realizzato da Advanced Accelerator Applications di Novartis Company in collaborazione con Edra

L’Obiettivo del progetto migliorare l’assetto organizzativo regionale per rendere la terapia con radioligandi accessibile e sostenibile

30 ottobre 2023 - Otto appuntamenti in otto regioni Italiane con amministratori, manager della sanità pubblica e stakeholders per sviluppare un percorso che porti la Terapia con Radioligandi (RLT), l’ultima frontiera dell’oncologia di precisione, nella pratica clinica, rendendola fruibile a tutti i pazienti per i quali la terapia sia appropriata. È l’obiettivo di “Make RLT reality”, progetto realizzato da Advanced Accelerator Applications – AdAcAp, start up fondata nel 2002 dal fisico Italiano Stefano Buono, oggi parte del Gruppo Novartis, in collaborazione di Edra S.p.A.

“Con questo progetto, il nostro obiettivo è stimolare il dialogo tra gli stakeholders clinici e istituzionali, supportandoli nella definizione di un disegno che renda quest’innovazione tecnologica pronta ad essere implementata nel tessuto organizzativo, ospedaliero e sanitario in ambito territoriale”, commenta Fabrizio Celia Radiopharmaceutical Country Operation Head -Advanced Accelerator Applications a Novartis Company.

Attraverso l’analisi del singolo contesto regionale, delle sue necessità e dei setting di gestione, il progetto mira proprio a stimolare il dibattito per lo sviluppo e l’implementazione della RLT nelle strutture del territorio. Questo richiede, soprattutto, l’individuazione e il superamento di barriere e criticità organizzative che potrebbero limitare, se non addirittura ostacolare, l’accessibilità alla terapia RLT.

I primi appuntamenti si terranno in Lombardia, Toscana e Puglia. Seguiranno poi i tavoli tecnici con gli stakeholders di Campania, Lazio, Veneto, ed Emilia - Romagna. Per finire con la Liguria.

La RLT è un nuovo approccio per la cura delle neoplasie, basato su radiofarmaci a uso diagnostico e terapeutico in grado di riconoscere selettivamente le cellule tumorali ed eliminarle limitando gli effetti collaterali. Può essere considerata un’evoluzione della medicina nucleare grazie alla quale il momento della diagnosi e quello della terapia si integrano sequenzialmente. È un trattamento preciso e personalizzato, perché colpisce in modo selettivo le cellule malate offrendo a ogni paziente un farmaco per il quale viene attivata una catena organizzativa che ne garantisce la consegna non oltre le 120 ore dalla produzione.

Le evidenze scientifiche suggeriscono che il panorama oncologico nel quale la RLT potrà trovare applicazione è destinato ad aumentare nel prossimo futuro. È dunque cruciale non farsi cogliere impreparati dall’innovazione, gestendola e guidandola in modo che possa costituire un valore aggiunto per i pazienti e per il Servizio Sanitario Nazionale. 

Fonte: Edra

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