Petrosillo: "Puntiamo a favorire un'assistenza di prossimità"
Nei prossimi 10 anni 8 milioni di italiani avranno almeno una malattia cronica grave, di questi 1,2 milioni avrà più di 85 anni. Ma non è tutto: se oggi ci sono 35 anziani ogni 100 persone in età lavorativa, nel 2050 ce ne saranno quasi il doppio: 63. Alla luce di questi dati, emersi a conclusione della seconda giornata di lavori di PharmEvolution, in corso fino a domani al Palalumbi di Taormina, diventa improcrastinabile il rafforzamento della sanità territoriale. Non fosse bastata la pandemia, il quadro impietoso dei numeri fotografa l'urgenza di fornire servizi al cittadino a ogni latitudine, nelle grandi città come nei centri più disagiati e sperduti dell'entroterra.
La risposta che il governo vorrebbe dare sono le Case di comunità, ma i nodi irrisolti sono diversi, come emerge dal convegno "Il PNRR e la nuova governance della Sanità: progetti di collaborazione tra professionisti della sanità territoriale".
"Il Decreto ministeriale 77/2022 descrive un nuovo modello organizzativo dell'assistenza sanitaria territoriale, che sarà finanziata con le risorse del PNRR - sottolinea Claudio Distefano, direttore comitato scientifico PharmEvolution e relatore al convegno -. Il nuovo modello prevede la presa in carico del paziente cronico da parte di una equipe multiprofessionale, composta da farmacista-infermiere-medico di medicina generale. Per capire le ricadute a livello sociosanitario basti pensare che la gestione della cronicità assorbe il 70% delle risorse economiche della spesa sanitaria territoriale. Nel modello delle Case di comunità si evidenziano criticità su alcuni aspetti organizzativi, quali funzioni e prestazioni erogabili, nonché sulla definizione di ruoli e competenze delle figure sanitarie coinvolte. Sarebbe più efficace, per capillarità sul territorio e conoscenza del paziente, utilizzare e potenziare le strutture già esistenti: farmacie e medici di medicina generale".
La pandemia è stata un test formidabile per la tenuta del sistema farmacia, con le rurali che hanno giocato un ruolo fondamentale nelle aree più disagiate perché ubicate in centri minori, meno popolosi e più difficilmente raggiungibili per motivi orogeografici oltreché lontane dalle altre strutture sanitarie e spesso costrette ad operare in un contesto di carenza dei medici di base.
"Il cittadino seguito sul territorio produce meno accessi impropri in ospedale" esordisce il presidente Sunifar Giovanni Petrosillo, a margine del convegno "Farmacia rurale presidio sanitario da integrare nei nuovi modelli organizzativi territoriali del SSN".
Di fronte alla folta platea di farmacisti, rurali e non, Petrosillo sottolinea: "L'obiettivo di Federfarma è favorire un'assistenza di prossimità e consentire alle piccole farmacie, che altrimenti non riuscirebbero a garantire i servizi aggiuntivi, di seguire il processo evolutivo della farmacia dei servizi attraverso finanziamenti del PNRR. Il target del bando del PNRR è di 500 farmacie rurali entro dicembre 2023 e di 2.000 entro giugno 2026, obiettivo già raggiunto visto che sono 2.173 le farmacie che hanno aderito, di cui 1.095 quelle delle aree interne. Solo in Sicilia hanno aderito 85 farmacie e tutte hanno presentato progetti per un importo medio di 20-22mila euro, circa la metà del massimale che era di 44mila euro. E questo anche causa di alcune complessità insite nel bando". Ma, azzarda Petrosillo, "il nostro auspicio è che le risorse avanzate possano essere riutilizzate". Ed è l'auspicio dei farmacisti, che escono dalla sessione di lavori pomeridiana su PNRR e farmacie rurali con rinnovata voglia di fare e di mettersi in gioco per continuare a garantire quei servizi assicurati pionieristicamente in emergenza e che potrebbero ridisegnare il volto della Sanità territoriale contribuendo ad assottigliare le liste d'attesa e azzerare i costi umani e sociali per il paziente, che può fare nella farmacia più vicina l'elettrocardiogramma o altri esami diagnostici senza dover percorrere decine di chilometri per raggiungere le strutture sanitarie.
Domani, terza e ultima giornata di lavori di PharmEvolution 2022, sarà dedicata ai nuovi servizi in farmacia, quelli avviati in piena pandemia e ormai a regime, come tamponi e vaccinazioni, e quelli cui guarda la farmacia di domani.
Fonte: Pharmevolution
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