In una ventina di anni sono passati da quasi 35mila ai circa 9mila attuali, un ridimensionamento drastico quello subito dagli informatori scientifici in Italia, e giustificato anzitutto dal progressivo superamento dei brevetti e dal cambiamento delle tipologie di farmaci immessi sul mercato. Ora si preparano ad una nuova rivoluzione della professione con l'ingresso dell'intelligenza artificiale anche nel campo sanitario e farmaceutico. Gli informatori scientifici, cerniera tra l'industria del farmaco e la medicina del territorio (medico di base, farmacista ospedaliero e titolare) e sentinelle dell'Agenzia italiana del farmaco, faranno il punto su questa svolta nel convegno "Informazione scientifica presente e futuro", che si terrà venerdì 11 aprile, alle ore 14, a Cosmofarma (Bologna Fiere) e vedrà la filiera della farmaceutica al tavolo dei lavori. Una iniziativa promossa da Fedaiisf, l'associazione di categoria che riunisce quasi cinquemila informatori scientifici e punta a tracciare la rotta anche per le prossime generazioni di colleghi.
"Negli ultimi anni la ricerca ci ha consegnato sempre più farmaci biologici e biotecnologici - osserva Antonio Mazzarella, presidente nazionale Fedaiisf -. Se da un lato la farmaceutica è la massima espressione della tecnologia in ambito chimico, dall'altro lato diventa ancor più importante avere un quadro di regole certe e di professionisti qualificati e costantemente aggiornati. La Federazione oggi avverte l'esigenza di consolidare i rapporti con i vari stakeholder del farmaco: Ministero della Salute, Aifa, Farmindustria, Federfarma, Fofi, che saranno presenti al convegno organizzato nell'ambito di Cosmofarma, perché tutti facciamo parte dello stesso sistema e siamo orientati al benessere del paziente”. Al tavolo dei relatori ci saranno anche il direttore di distretto nell'Asl di Bologna Valentina Solfrini e il responsabile delle politiche del farmaco per la Regione Campania Ugo Trama, che hanno avviato un dialogo con Fedaiisf. “Diverse regioni - spiega Mazzarella - stanno attivando i registri degli informatori scientifici del farmaco e del parafarmaco e rilasciano un 'tesserino' agli iscritti. Un modo per conoscere e riconoscere gli informatori che entrano nelle strutture pubbliche e lavorano quotidianamente al fianco dei professionisti della sanità. Questi registri, una sorta di albo regionale, sono già stati istituiti in Basilicata, Calabria, Campania e Marche. L’Emilia Romagna invece ha previsto un applicativo in cui registra medici e informatori scientifici; mentre Molise, Sicilia e altre regioni hanno avviato l’iter per la creazione dei loro registri".
Il convegno Fedaiisf sarà l'occasione per fare il punto su questa iniziativa, che potrebbe assumere rilievo nazionale, ma sarà soprattutto l'occasione per consolidare i rapporti tra gli informatori scientifici e gli altri interlocutori della farmaceutica, nella consapevolezza che la coperta del Servizio Sanitario è sempre più corta. Avviare sinergie di sistema può aiutare ad affrontare le sfide attuali e quelle future di un Paese in cui oltre il 24% della popolazione, quasi un italiano su 4, ha più di 65 anni e un'aspettativa di vita che, secondo l'ultimo rapporto Ocse, è di 83,8 anni. In questo contesto la sfida dell'invecchiamento in salute della popolazione non può essere disgiunta dall'altro tema cardine: l'accessibilità delle cure. Temi che, inevitabilmente, impatteranno anche sul mondo dell'informazione scientifica, come sottolinea Mazzarella.
"I farmaci che entreranno sul mercato nei prossimi anni saranno in gran parte ad alta ricerca biologica, parliamo di anticorpi monoclonali e farmaci biologici che, per loro stessa natura, avranno pochi medici prescrittori e quindi porteranno ad una ulteriore riduzione del numero di informatori. Noi vogliamo arrivare preparati a questo appuntamento ma anche a quello con l’applicazione dell’intelligenza artificiale, che è un processo inevitabile ma deve essere gestito correttamente affinché diventi un supporto sia per il lavoro dell'informatore scientifico, sia per l'operatività delle aziende farmaceutiche e del Servizio Sanitario. L'intelligenza artificiale - prosegue Mazzarella - può essere un valido mezzo per aiutare l'informatore scientifico ad avere maggiori informazioni in tempi più rapidi, ma non potrà mai sostituirsi al professionista, come è emerso di recente anche in Australia dove, dopo aver inizialmente ipotizzato di affidare il ruolo di informatore scientifico all'intelligenza artificiale, si è in seguito optato per il 'modello Italia'. Il nostro Paese, infatti, ha una normativa ad hoc sull'informatore scientifico, che viene posto al centro della professione, mentre tutto quello che sta intorno è da considerare un mezzo a supporto del lavoro umano. Per questo - conclude il presidente nazionale Fedaiisf - ritengo che la nostra categoria non debba temere l'ingresso dell'intelligenza artificiale, ma non possa farsi trovare impreparata. Come associazione saremo sempre più presenti con convegni e corsi di formazione per i colleghi, ma anche con l'adesione a campagne di promozione della salute, per rinsaldare ancor più il nostro ruolo di ponte all'interno della filiera del farmaco, anello di congiunzione tra industria del farmaco e Servizio Sanitario Nazionale”.
Roma, 13 marzo 2025
Fonte: Fedaiisf
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