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La “stagione di rinnovamento” della previdenza dei farmacisti passa dalla costruzione di un sistema capace di accompagnare i professionisti nelle diverse fasi della vita professionale, con maggiore flessibilità contributiva nelle prime fasi della carriera e un rafforzamento degli strumenti di welfare. Dal sostegno alla genitorialità alla conciliazione lavoro-vita privata, alle coperture sanitarie integrative e alle misure dedicate ai giovani. L’obiettivo è rendere l’Enpaf più attrattivo per i giovani farmacisti e rafforzare il patto di fiducia tra generazioni.
Maurizio Pace, presidente dell’Enpaf, illustra, in questa intervista a Farmacista33 e Punto Effe, le linee di intervento su cui l’Ente
sta lavorando per rendere il sistema previdenziale più aderente alle trasformazioni della professione.
Presidente Pace, in occasione del suo insediamento ha parlato di “stagione di rinnovamento” e di rafforzamento del patto
di fiducia tra generazioni. Quali sono le priorità concrete della riforma previdenziale che intende portare avanti nei prossimi mesi e con quali tempi?
Quando ho parlato di “stagione di rinnovamento” mi riferivo prima di tutto a un metodo: costruire le riforme partendo dall’ascolto della professione e dalla consapevolezza che il contesto in cui operano i farmacisti sta cambiando rapidamente. In questi primi mesi abbiamo avviato un lavoro strutturato che ha coinvolto il Consiglio di amministrazione e i nuovi Osservatori permanenti dedicati ai giovani, agli specializzandi e ai pensionati. Da questo confronto sono emerse alcune linee di intervento che puntano a rendere il sistema più equo e più aderente alle diverse fasi della vita professionale.
Ce ne può parlare?
Le proposte di modifica del Regolamento di previdenza, già esaminate dal Cda, si muovono su più direttrici. Da un lato prevedono
misure di carattere perequativo, come interventi specifici per gli specializzandi, in favore dei quali è previsto un alleggerimento
del carico contributivo e per i pensionati che rimangono iscritti all’Enpaf. Dall’altro introducono strumenti che consentono agli iscritti di rafforzare nel tempo la propria posizione previdenziale, attraverso meccanismi di reintegro contributivo e valorizzazione della contribuzione volontaria. Si tratta del primo passo di un percorso più ampio di aggiornamento del sistema. Tutte le proposte saranno sottoposte all’approvazione del Consiglio Nazionale e, successivamente, trasmesse ai Ministeri vigilanti per l’approvazione definitiva. In caso di esito positivo, le nuove misure potranno entrare in vigore già dal 2027. La direzione di fondo è chiara: mantenere la solidità del sistema previdenziale dell’Enpaf e, allo stesso tempo, adattarlo ai cambiamenti della professione, rafforzando quel patto di fiducia tra generazioni che rappresenta la base di ogni sistema previdenziale.