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Alla vigilia di Cosmofarma Marco Cossolo traccia un primo bilancio sul suo decennio di presidenza di Federfarma. E considera
innegabili i progressi del sistema farmacia italiano, sempre più integrato nel Servizio sanitario nazionale. Nuova remunerazione,
rinnovo della Convenzione, sviluppo della Farmacia dei servizi… molti sono i traguardi raggiunti ma sempre nuove sfide attendono la categoria e una professione che richiede sempre maggiori competenze, sulle quali si dibatte in questi mesi anche nel contesto del rinnovo del contratto dei collaboratori.
Presidente, in una intervista a Punto Effe del febbraio 2017, mentre si candidava alla guida di Federfarma, lei affermava: «Non basta attuare una politica che difenda la categoria dagli attacchi provenienti all’esterno, occorre avviare un processo nuovo che faccia recuperare alla farmacia valore e redditività». A dieci anni di distanza, obiettivo centrato?
Ai posteri l’ardua sentenza. È però un dato moltissimo in quest’ultimo decennio: siamo passati da una farmacia nella quale si dispensavano esclusivamente medicinali a una farmacia che si qualifica come primo presidio sociosanitario sul territorio,
nella quale i cittadini possono trovare servizi in grado di soddisfare esigenze di salute sempre più complesse. Una farmacia
che, sempre più integrata nel Ssn, porta la sanità vicino al cittadino, favorendo un accesso equo su tutto il territorio
nazionale, dalla grande città al piccolo centro rurale, alle aree interne del Paese. E con l’evoluzione della farmacia si è accresciuta
anche la professionalità del farmacista, che con competenze sempre più avanzate accoglie, ascolta e orienta ogni giorno milioni di cittadini. Contestualmente abbiamo lavorato per garantire la sostenibilità di questo nuovo modello di farmacia.
Un bilancio di questi anni al vertice dell’associazione: di cosa va più orgoglioso e quali errori, se ci sono, si rimprovera?
Sono orgoglioso del lavoro svolto in questi anni dalle farmacie che, come risulta dalle indagini più recenti del Censis e di Cittadinanzattiva, hanno saputo organizzarsi in maniera rapida ed efficace per rispondere a una domanda di salute sempre più
complessa e alle esigenze organizzative del Servizio sanitario nazionale. Certo il processo evolutivo si è rivelato più articolato
e lungo di quanto avessi ipotizzato all’inizio del mio mandato. C’è ancora molto da fare per portare a compimento il percorso che abbiamo immaginato.