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Per comprendere meglio il valore del Cnr abbiamo incontrato Andrea Lenzi, attuale presidente - nonché professore emerito di Endocrinologia all’Università degli Studi “Sapienza” di Roma, ricercatore e clinico di fama internazionale - che nel suo ruolo è coinvolto in iniziative chiave per rafforzare la ricerca scientifica italiana, incluso il supporto ai piani di finanziamento e alle politiche di valorizzazione del personale e delle infrastrutture scientifiche.
Presidente Lenzi, qual è oggi il ruolo strategico del Cnr nel rafforzare la competitività scientifica e tecnologica dell’Italia, soprattutto in ambito biomedico e farmaceutico?
Il Consiglio nazionale delle ricerche è l’ente pubblico italiano garante della ricerca scientifica. Svolge un ruolo strategico nel
rafforzare la capacità del Paese di competere nei settori più avanzati della conoscenza, trasformando l’eccellenza
scientifica in innovazione, sviluppo industriale e beneficio per i cittadini. Partecipa attivamente ai maggiori programmi di finanziamento europei e internazionali, consentendo non solo di attrarre investimenti ma anche di posizionare l’Italia nei processi
decisionali che definiscono le priorità scientifiche future. In particolare, in ambito biomedico e farmaceutico, settori ad alta
intensità di conoscenza e a forte impatto economico e sociale, svolge una funzione di cerniera tra ricerca di base, ricerca applicata e trasferimento tecnologico. In ambito biomedico contribuisce allo sviluppo di nuove conoscenze nei campi delle
biotecnologie, della medicina di precisione, dei biomateriali, della diagnostica avanzata e delle tecnologie digitali per la salute. Nel settore farmaceutico, sostiene la ricerca preclinica, traslazionale e clinica, la validazione di nuovi target terapeutici e lo sviluppo di piattaforme tecnologiche innovative, favorendo l’interazione con il sistema industriale.