Punto Effe Veneto
Supplemento a Punto Effe n. 16, 27 ottobre 2011

«L’integrazione per la quale andiamo chiedendo una più concreta considerazione rappresenta ottimizzazione, razionalizzazione, efficacia e efficienza, quindi omogeneità, qualità, sicurezza e risparmio a vantaggio dei cittadini e di tutto il sistema, poiché le farmacie venete possono infatti essere “occhi, bocca e orecchie” del Sistema sanitario regionale, su tutto il territorio in modo uniforme.
In sintesi chiediamo che esplicitamente vengano riconosciuti e valorizzati i ruoli fondamentali della farmacia territoriale:
- distribuzione del farmaco (come unico “canale” perché professionale, trasparente e capillare);
- farmacovigilanza (anche perché previsto dalla normativa nazionale vigente);
- farmacoeconomia (perché le farmacie sono in grado di fornire in tempo reale dati sull’utilizzo dei farmaci utili per il controllo tempestivo della spesa, per la programmazione nonché per il monitoraggio continuo sugli avvenimenti epidemiologici territoriali);
- educazione sanitaria (in collaborazione con gli altri professionisti della salute sul territorio);
- screening territoriali (con progetti strutturati e programmati dalla Regione);
- ruolo sociale (la farmacia quale terminale intelligente e integrato del Sistema sanitario regionale)».
Sono queste alcune delle proposte di emendamento al Disegno di legge di iniziativa della Giunta Regionale del Veneto concernente il Piano socio sanitario regionale per il triennio 2012-2014 presentate il 24 settembre 2011 a nome delle oltre 1.200 farmacie aderenti a Federfarma Veneto.
A 16 anni dall’ultimo Piano socio sanitario approvato nella nostra Regione si delinea concretamente in queste settimane da parte della Giunta il riconoscimento del rinnovato ruolo della farmacia. Nuovi spazi e nuove opportunità permetteranno alla farmacia di diventare parte integrante del Servizio sanitario regionale. E questo si presenta come un passaggio fondamentale per il futuro, perché se la farmacia continuerà a essere solo erogatrice di servizi, seppure importanti, come la distribuzione del farmaco o servizi che stanno prendendo forma in questi ultimi mesi, come l’affiancamento di personale infermieristico e molto altro ancora, non potrà sostenere da sola la sua “insostituibilità”, nell’ambito di uno scenario ove possono affacciarsi altri competitor.
La vera svolta potrà venire solo dal riconoscimento normativo in cui la farmacia risulti essere parte integrante del Sistema-Sanità, che la renda insostituibile. Il Piano socio sanitario deve essere il momento clou e il punto da cui ripartire per una svolta reale.

Marco Bacchini
Presidente Federfarma Veneto


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