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Io punto su...la ristrutturazione

La farmacia italiana si caratterizza per essere un esercizio ad alto tasso di professionalità, in misura anche superiore a quella presente in altri Paesi europei. L’organizzazione dello spazio, la razionalità delle strutture della farmacia devono quindi essere all’altezza della professionalità di chi vi esercita, soprattutto ora che le farmacie territoriali si avviano a diventare centri polifunzionali di servizi, a cui il cittadino accede non soltanto per ricevere un farmaco, ma per ottenere una serie di prestazioni qualificate. Il farmacista ha dunque l’esigenza di far sì che lo spazio in cui opera comunichi immediatamente al cittadino le più ampie prestazioni che può ottenere, ma anche il fatto di essere al centro del lavoro e dell’attenzione del professionista, al quale può affidarsi con la fiducia che gli ha sempre riservato anche in questi ambiti nuovi per la farmacia. Ristrutturare la propria farmacia, però, grazie alle innovazioni che si sono succedute in fatto di ergonomia, significa migliorare le modalità di lavoro del farmacista, liberare tempo e attenzione per il cittadino sottraendoli agli aspetti più meccanici dell’attività di dispensazione. A conferma che quello sui propri strumenti di lavoro resta l’investimento che garantisce il miglior ritorno e non soltanto in termini economici.

Andrea Mandelli
presidente Fofi

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