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Io punto su...l'automedicazione

Le farmacie credono nell’automedicazione che è certamente un’importante opportunità sul fronte aziendale come anche un settore qualificante della loro attività professionale.
Negli anni le farmacie hanno fortemente contribuito alla crescita della cultura dell’automedicazione responsabile perché il cittadino deve acquistare una maggiore autonomia nella gestione della propria salute, senza però esporsi al rischio di sbagliare farmaci o di assumerne troppi. La consulenza professionale del farmacista, che conosce a tutto tondo il paziente anche attraverso le prescrizioni farmaceutiche, diventa incisiva per alcuni farmaci che, pur se divenuti di automedicazione, rimangono di grande delicatezza: medicinali antiobesità e per la disfunzione erettile, statine, inibitori di pompa protonica sono esempi di Otc che richiedono particolari cautele e massima attenzione nell’utilizzo e al farmacista un’attenta opera di informazione e di monitoraggio.
Nonostante l’impegno delle farmacie e delle aziende, il peso del settore si mantiene stazionario per la mancanza, in molti casi, di confini ben definiti tra farmaco di automedicazione ed etico da un lato, e tra farmaco di automedicazione e integratore dall’altro. I farmaci di automedicazione spesso contengono a dosaggio più basso gli stessi principi attivi contenuti nei farmaci etici, il che induce il paziente a chiederne la prescrizione al medico di famiglia piuttosto che acquistarli pagando di tasca propria. La derubricazione, inoltre, di diversi farmaci di automedicazione ad integratori alimentari, più costosi e spesso prescritti dal medico, non aiuta i cittadini a individuare facilmente la fascia di farmaci con i quali possono curarsi da soli.
Il bollino, con la faccetta sorridente, è un’ottima iniziativa ma bisogna fare ancora di più. Il settore dell’automedicazione ha bisogno di maggior chiarezza e le caratteristiche di questi medicinali devono essere ben definite rispetto a quelle di altri prodotti, vale a dire farmaci con ricetta da una parte e integratori alimentari dall’altra.

Annarosa Racca
presidente Federfarma

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