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Marcello Tarabusi, Giovanni Trombetta, Stefano De Carli

Il Farmacista e la produttività del capitale
Punto Effe, 2011, pagine 96. Edizione fuori commercio riservata ai Signori Farmacisti

Negli anni passati per continuità editoriale intitolavamo i nostri libri alla Finanziaria di turno (partiti nel 2008, siamo arrivati al 2011).
La Finanziaria di una volta non c’è più, oggi si chiama “legge di stabilità”; ma l’appuntamento resta, perché ogni anno è occasione per fare una riflessione più ampia su quello che è successo nell’anno precedente e su cosa attende la farmacia nell’anno venturo.
Quest’anno, rinunciando anche alla rapida carrellata di novità fiscali che apriva il libro negli anni passati, abbiamo scelto di addentraci subito nel vivo della materia, entrando nel campo della produttività del personale: non, come troppe volte abbiamo visto e sentito fare, con enunciazioni general-generiche o con indicatori spannometrici (libera traduzione dal più raffinato originale inglese thumb-rules), che troppo spesso vengono
individuati e applicati ad instar caninae mentulae. Noi preferiamo partire dal bilancio e dagli indici che se ne ricavano, ovvero dal sistema dei rapporti delle grandezze economiche, patrimoniali e finanziarie della farmacia. Il bilancio di una farmacia è infatti come una “quadreria” del pittore settecentesco Paolo Pannini: a un primo sguardo d’insieme, si ha l’impressione di un unico e coerente soggetto dipinto dall’artista (l’interno di una chiesa o di un palazzo signorile); osservando meglio il dipinto si scopre che sono presenti, all’interno del dipinto, una miriade di quadri e dipinti che arredano l’ambiente...

 

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