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Remunerazione a prestazione: i vostri contributi

 
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administrator
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Registrato: 10/02/04 16:20
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MessaggioInviato: Mar Feb 23, 2010 6:00 pm    Oggetto: Remunerazione a prestazione: i vostri contributi Rispondi citando

Finalmente. L' intervento di Renzo Mori sull’onorario professionale ha scatenato il finimondo. Stavamo per l’appunto chiedendoci, con alcuni amici farmacisti attenti e informati, quando i titolari di farmacia avrebbero cominciato a dire la loro su un cambiamento - che ormai pare ineluttabile - di portata straordinaria. Leggete l’articolo a pagina 4 (del N°4 di PF ndr), dove si racconta cosa è successo negli altri Paesi.
Sì, va bene, i titolari sono tradizionalisti, sommersi dalla burocrazia e dall’impegnativo lavorativo quotidiano, certo molto attenti a quello che succede intorno alla loro farmacia, molto meno a quello che accade solo un pochino più in là. Tutto questo però non giustifica il silenzio sul cambio di sistema di retribuzione, è inconcepibile che non se ne discuta. Nel thread “L’uovo di Colombo” i titolari hanno cominciato a farsi sentire e ad alcuni di loro vogliamo lasciare lo spazio di questo editoriale. Aspettando anche i commenti di tanti altri. In questo thread entrate nei dettagli, spiegate, raccontate, dite la vostra. Fate proposte concrete in base alla vostra esperienza, che vale certo più di mille teorie.


L'ultima modifica di administrator il Mar Giu 01, 2010 2:50 pm, modificato 1 volta
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alunno



Registrato: 24/11/07 13:16
Messaggi: 50

MessaggioInviato: Ven Feb 26, 2010 1:50 pm    Oggetto: Rispondi citando

Vorrei far presente che in Toscana esiste una proposta di accordo fra farmacie e Regione per la DPC dei farmaci fuori farmacia (ospedalieri) con il riconoscimento di un onorario di dispensazione di 5 euro a pezzo.
Sono d' accordo che per un farmaco che costa 1000 euro non si possa pretendere il 26,70% di margine pur se caricato dai vari sconti fatti all' ASL. Però mi viene un sospetto: se ci accontentiamo di 5 euro a pezzo per i prodotti dpc il prossimo passo potrebbe essere che tutti quei prodotti che per il loro prezzo forniscono un margine superiore ai 5 euro vadano in dpc e tutti quelli di basso prezzo restino nella farmaceutica tradizionale.
Avremmo così il 26,70 fino a 5 euro di margine ed il tetto di 5 euro per quelli con margine superiore.
Non mi pare una bella cosa.
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C.Lazzeri



Registrato: 15/08/06 21:47
Messaggi: 536

MessaggioInviato: Sab Feb 27, 2010 1:17 pm    Oggetto: Rispondi citando

Posto qui ciò che ho già scritto


Mori, provocazione o no, dice una cosa interessante: in sostanza "fare come i medici di famiglia", una volta obbligati ai turni e schiavi del lavoro, senza ferie, mentre oggi la pacchia è colossale, dati tutti i privilegi di cui godono, fra i quali l'orario di lavoro. 1 o 4 ore al giorno allo stesso prezzo, per cui...1 ora è più che sufficiente...
Il "però" nasce soprattutto dalle differenze immense che vi sono da farmacia a farmacia. Non possiamo "accaparrarci" i pazienti, il fatturato varia molto da una realtà all'altra, i servizi pure, i dipendenti idem.

Dunque un bel macello riuscire a parametrare il tutto in uno stipendio adeguato per il titolare, anche per mandare avanti l'azienda e rinnovarla, ogni tot.
I collaboratori? Chi li paga? Il titolare non più, se i guadagni non lo permettono, dunque ci pensa l'USL? Dubito, nel senso che funzionerebbe come a livello della sanità pubblica, dove si taglia, si taglia, si taglia, senza pensare ai disagi e disservizi.

Diciamo francamente che sarebbe un sogno non avere più "impegni economici" per i farmaci A, avere uno stipendio forfettario adeguato e quindi permettersi anche riduzioni drastiche di orario, tanto siamo pagati lo stesso!
Per il paziente sarebbe un disastro. Già lo vediamo con la DPC, dove farmaci salvavita sono centellinati: Hai un paziente? 1 confezione in ministock. Hai 5 pazienti? 1 confezione in ministock! Hai 20 pazienti? 1 confezione in ministock!!
In pratica sei sempre senza farmaco, il paziente deve tornare, il sabato sera e la domenica non si può ordinare niente, non puoi prenotare il farmaco se non hai i codici della ricetta medica.

Quanto "sparerebbe" il nostro sindacato per un degno onorario?
70 cent, come "onorario professionale per la presa in carico del paziente in integrativa diabete"? Offensivi, no?
E come parametriamo questo famoso stipendio? E come trattiamo gli straordinari a cui ci dobbiamo sottoporre?

E' tanto tempo che sento parlare di remunerazione mista.
Ne sappiamo qualcosa o la spariamo lì perché è di moda e foneticamente gradevole?

Dr. Racca, cosa ne pensa? Quanto chiederebbe? Soprattutto, se mi permette, COSA chiederebbe?




CHI è in grado di stabilire e contrattare QUANTO ci occorre?
Faccio un tentativo squallido, frutto di follia momentanea o disperazione, fate voi.

Proponiamo alla Dott.ssa Racca qualche nostra richiesta, tanto per far vedere che ci siamo, sperando che i giochi non siano già fatti e che le proposte che tratterà al tavolo tecnico siano frutto di considerazioni ben studiate e non dei tappa buchi per limitare i danni.

Partiamo però da alcune domande, fra cui la prima particolarmente angosciante: uno studio sulle reali esigenze di guadagno di una farmacia per sopravvivere, legato ai servizi ad alla remunerazione professionale o mista, di cui tanto si parla ma che nessuno conosce, esiste?
Quali parametri adottare per una giusta ed equa remunerazione, che tenga conto dell’impegno economico della farmacia e dei collaboratori che vi prestano servizio?
E ancora: l’azienda farmacia deve potersi rinnovare? Quanto accantonare per la necessaria ristrutturazione e/o adeguamento periodico alle nuove esigenze che si vanno creando?
Con la remunerazione a stipendio, CHI deve pagare i collaboratori? E chi stabilisce quanti ne servano?

Supponiamo una farmacia media, da 1 milione di €
Caso 1: i collaboratori li paga il titolare.
In questo caso la “remunerazione mista o a prestazione” deve essere di un certo tipo, nel senso concedere un tot a pezzo per la DPC, con listino in espansione, un tot per i servizi di analisi, un tot per la famosa assistenza domiciliare integrata, un tot per le integrative, lasciando i margini sul farmaco non in DPC inalterati. Servirebbe un’”indennità informatica” come hanno i medici, ma anche un’indennità per l’innovazione e l’acquisto di beni strumentali, nonché incentivi mensili per gli straordinari “fuori sede” per le visite domiciliari. In tutto, considerando 3 collaboratori, costo di circa 90-100000 euro l’anno, per mandare avanti la baracca, tasse e tutto il resto escluso, servono circa 4-5000euro netti al mese, per provvedere all’accantonamento del tfr e per la ristrutturazione ogni 10-15 anni circa. Un conto approssimativo. Per ottenere tale cifra, il guadagno deve essere spalmato sulle varie voci, ma non è molto semplice.
Il macello sta nel fatto che non esiste una farmacia uguale all’altra, vuoi per la percentuale USL sul fatturato totale, vuoi per la vicinanza o meno degli ambulatori medici, vuoi per le caratteristiche della popolazione residente o turistica, vuoi per la grandezza dei locali e delle referenze in vendita.
Si passa al caso 2.

Caso 2: i collaboratori li paga la USL.
Quanti a farmacia? Il meno possibile, certo! Invece di 3…1, forse anche meno…
Oh, in questo caso vogliamo:
- uno stipendio forfettario di 3000 euro netti al mese per 14 mensilità, per le sole prestazioni USL, lasciando al titolare la sola gestione dell’extrafarmaco.
- straordinari (necessari eh? Se non ci sono collaboratori in numero giusto…) calcolati al prezzo corrente.
- Sabato o domenica pagati come straordinario: non più di 6 giorni lavorativi di seguito, come per qualsiasi dipendente.
- Scatti di anzianità
- Indennità camici e lavaggi
- Revisione delle cifre in base al tasso d’inflazione.
- Ferie e permessi pagati
- Sostituzione con altri colleghi, a carico dello Stato, se la farmacia non può turnificare.
Ovviamente tutto l’onere finanziario per l’acquisto dei farmaci resta a carico dello Stato o delle Regioni, se preferite. Per la “poltrona di pelle umana” si può trattare…
Un “piccolissimo” neo: con il pubblico di mezzo, 2/3 dei collaboratori dovrebbe andarsene a casa o cercare “sfortuna” con le parafarmacie ed anche le farmacie giudicate inutili ai fini del budget regionale verrebbero eliminate, titolari compresi.

_________________
Dall'Isola con furore
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Registrato: 10/02/04 16:20
Messaggi: 787

MessaggioInviato: Lun Apr 19, 2010 3:05 pm    Oggetto: Speciale Forum: La remunerazione del futuro Rispondi citando



Farmacisti, fiscalisti, esponenti delle Regioni e dell’università a confronto in redazione sull’argomento del momento. La farmacia vuole essere un box mover o un service provider? Non basta passare in rassegna quello che accade negli altri Paesi, si deve cominciare a costruire un possibile modello italiano. I farmacisti sono pronti?

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