Inviato: Gio Gen 07, 2010 6:36 pm Oggetto: L'UOVO DI COLOMBO
NE PARLANO TUTTI, A COMINCIARE DELL'ANTITRUST,A SEGUIRE LA FOFI, LA FEDERFARMA, L'UTIFAR, (FORSE ANCHE IL SUNIFAR?), LE RIVISTE NE SONO PIENE PER ILLUSTRARCI COME FANNO IN TANTI PAESI, IN GERMANIA,IN FRANCIA, IN INGHILTERRA, PERFINO IN RUSSIA E IN LETTONIA SOLO PER CITARNE ALCUNI.
BISOGNA CAMBIARE IL SISTEMA DI RETRIBUZIONE DEL FARMACISTA,CHE NON DEVE ESSERE PIU' AGGANCIATO ALLO SCONTO CHE LO PORTA A FAVORIRE LA VENDITA DEI PRODOTTI CON I COSTI PIU' ALTI (COSI' DICE L'ANTITRAST).
IL PIU' GETTONATO E' L'ONORARIO PROFESSIONALE CIOE' TANTO A PEZZO COME VENIVANO COMPENSATI I LAVORATORI A COTTIMO, SISTEMA DA TEMPO RIFIUTATO DA TUTTE LE CATEGORIE ANCHE PERCHE' PROIBITO DALLO STATUTO DEI LAVORATORI.
MA FORSE E' MEGLIO IL SISTEMA SVIZZERO UN PO' A COTTIMO,UN PO' A PERCENTUALE PER GRATIFICARCI DI UNA DOPPIA CONTABILITA' E CHE HA PORTATO IL SSN SVIZZERO IN POCHI ANNI A RISPARMIARE 800 MILIONI NATURALMENTE SOTTRATTI ALLE TASCHE DEI FARMACISTI.
NESSUNO RICORDA CHE NOI SIAMO GLI ANTESIGNANI DELLA PROPOSTA DELL'ONORARIO PROFESSIONALE ADDIRITTURA NEL CONGRESSO DI MONTECATINI NEL 1970,RELATORI I DOTTORI EMERGENTI LEOPARDI E PICCONI.
SI ERA ALLA VIGILIA DELLA RIFORMA SANITARIA DELLA ANSELMI,MINISTRO DELLA SANITA' MARIOTTI, MA SI CAPI' QUALE FOSSE LO STATO D'ANIMO DEI NUMEROSISSIMI PRESENTI QUANDO QUALCUNO DAL PALCO PRONUNCIO' LA FRASE:"NON VOGLIAMO UN ONORARIO PROFESSIONALE, MA UNO STIPENDIO PROFESSIONALE" APPLAUSI A NON FINIRE.
ORA CE LO RIPROPONGONO QUALE FOSSE LA SOLUZIONE ALL'ANTICO DILEMMA COMMERCIO-PROFESSIONE..
ALCUNI COLLEGHI DEL FERMANO SI SONO RIUNITI ED HANNO TENUTO IL LORO PICCOLO CONVEGNO ED ORA VI VENGO A DIRE LE CONSIDERAZIONI FATTE.
SI SONO RICORDATI DELLA FIGURA DEL MEDICO CONDOTTO CHE LAVORAVA SETTE GIORNI ALLA SETTIMANA,NEL POMERIGGIO FACEVA LE VISITE DOMICILIARI,NON AVEVA FERIE, NON ESISTEVANO NE' LA GUARDIA MEDICA, NE' IL PRONTO SOCCORSO, VENIVA PAGATO A NOTULA. IL GRANDE SALTO LO FECERO QUANDO CHIESERO E OTTENNERO DI ESSERE PAGATI A QUOTA CAPITARIA, TANTI ASSISTITI TANTA RETRIBUZIONE, SIA CHE STESSERO MALE SIA CHE STESSERO BENE.
NON STO AD ILLUSTRARVI LA GRANDE DIFFERENZA TRA LE CONDIZIONI DI VITA ED I VANTAGGI ECONOMICI CHE NE TRASSERO,SONO SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI.
DI QUI LA NOSTRA PROPOSTA, CHIEDIAMO DI FARE COME LORO.
ACCREDITIAMO I NOSTRI CLIENTI, DISTRIBUIAMO I PRODOTTI CHE CI FORNISCE LA REGIONE CHE POTRA' OTTENERE I MASSIMI SCONTI, NON SAREMO PIU' OSSESSIONATI DAL FATTURATO, SVOLGEREMO LA PROFESSIONE NELLA MANIERA PIU' ORTODOSSA SENZA ESSERE PIU' SOGGETTI AI CONTROLLI FISCALI, AGLI STUDI DI SETTORE, ABBANDONANDO L'EFFIMERA STRADA DEI SERVIZI IMPROPRI, RIAPPROPRIANDOCI DELLA TOTALE DISTRIBUZIONE DEI FARMACI, CANCELLANDO LA PARTE COMMERCIALE DELLA NOSTRA ATTIVITA' FACENDO PREVALERE SOLO QUELLA PROFESSIONALE.
CHIEDIAMO ANCHE NOI DI ESSERE PAGATI A QUOTA CAPITARIA.
IL NOSTRO PICCOLO CONVEGNO SI E' CHIUSO COSI' CON L'APPROVAZIONE DI TUTTI. LANCIAMO QUESTO SASSO IN UNO STAGNO CHE SE CONTINUA COSI' DIVENTA SEMPRE PIU' INFIDO, BASTA LEGGERE LE CONTINUE PROPOSTE SUI TAGLI ALLA DISTRIBUZIONE CHE OGNI GIORNO LA STAMPA CI RIPORTA.
SONO TANTI I MA E I SE I PERCHE' E I PERCOME, MA SE VOGLIAMO VERAMENTE PERCORRERE UNA STRADA NUOVA CHE DIA RESPIRO ALLA FARMACIA ITALIANA NON VEDO DI MEGLIO.
PER ULTIMO UN APPELLO:FACCIAMO FINALMENTE UN CONGRESSO DOPO TANTI ANNI PER SENTIRE COSA VOGLIONO VERAMENTE I FARMACISTI DI FRONTE AD UNA SCELTA TANTO IMPORTANTE PER L'AVVENIRE DELLA FARMACIA ITALIANA..
Cioè, vale a dire, divenire farmacisti della mutua.
Certo che se venissi pagato, come i medici (quattro euro a mutuato, otto se in associazione con colleghi) per 36 ore di lavoro settimanali, senza turni di notte (li farebbe la guardia farmaceutica) e con un'indennità informatica per i pc usati nell'attività, per distribuire i farmaci acquistati dalla ASl, magari godendo anche di un'affitto per la mia struttura in uso alla stessa, un pensierino lo farei volentieri.
Tuttavia alle favole non crede più neanche mio figlio di cinque anni.
Io ne ho quarantacinque e, delle volte, invidio la sua ingenuità e l'innocenza di bambino. _________________ Dr. Raffaele Siniscalchi - Albo dei Farmacisti della Provincia di Foggia N.719 - Consigliere M.S.F.I.
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E' una provocazione o si sta facendo la gara a chi la spara più grossa ?
No, si fa a chi la dice più bella e credibile, magari con un pizzico di romanticismo! _________________ Dr. Raffaele Siniscalchi - Albo dei Farmacisti della Provincia di Foggia N.719 - Consigliere M.S.F.I.
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Guarda Raffaele che non mi riferivo a te, ma alla proposta del Dott. Mori.
Ho scritto senza aver letto quello che tu avevi scritto prima di me. _________________ annalisa
Ma dove vuoi che si vada con una proposta del genere?
Ho trattato la cosa in più discussioni su questo forum e, a quanto pare, molti non percepiscono cosa ci propineranno.
"... liberare l'onorario del farmacista dal prezzo del farmaco, in modo che questi molli la presa su ciò che oggi gli garantisce il pane e addenti gli ipotetici nuovi servizi aggiuntivi (costosi e poco remunerativi). ..."
Se il fine è quello di ridurre ulteriormente il guadagno del farmacista chiamandolo "onorario", ma lasciando invariati i costi di gestione aziendali, anzi incrementandoli, il risultato sarà un depauperamento del numero delle farmacie rurali e una riduzione di personale in quelle urbane.
Io, se dovessero decidere di pagarci con uno stipendio, voglio che sia per ore lavorate e non "a scatoletta" consegnata; con tanto di contributi e ferie pagate. _________________ Dr. Raffaele Siniscalchi - Albo dei Farmacisti della Provincia di Foggia N.719 - Consigliere M.S.F.I.
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prego, coloro che hanno preso la lettera e proposta di Renzo come un gioco o una provocazione, di pensare a fondo a quanto scritto.
La realtà della situazione attuale dei Farmacisti Titolari di Farmacia è che la percentuale sul farmaco, nata quando l'industra entrò in questo mercato fiorente e illimitato, è divenuta oraai insosenibile per una lunga serie di motivi dei quali alcuni vi accenno.
Primo: la percentuale fissa sul farmaco non è più una garanzia, infatti, con una legge la fissano e poi con cento altre la fanno variare. Mi spiego. La percentuale fissa per legge è stata negli anni ritoccata (ovviamente al ribasso) a seconda delle esigenze dello Stato. Trattenuta fissa dell'1,5% sui ricavi SSN, aumentata al 2,5%, diventata variabile e scalare per le farmacie urbane e rurali non sussidiate, pay-back per gli sfondamenti dei budget regionali, punizioni quando le farmacie trovano accordi con i fornitori per raschiare un margine ulteriore a copertura delle spese, abbassamento dei prezzi dei farmaci imposto per legge ovvero ottentuto grazie all'introduzione del generico (che interessa solamente come calmieratore dei prezzi e non come prodotto alternativo effetiivo)
Secondo: è uno strumento che a noi non serve più per i motivi suddetti ma che utilizza lo Stato per rinfacciarci di guadagnare troppo, paragonando il nostro servizio ad un puro servizio commerciale al dettaglio o peggio di grande distribuzione dove i margini sono ridotti all'osso senza tenere conto di tutte le peculiarità che è inutile vi elenchi poichè le conoscete meglio di noi.
Risultato il margine effettivo è crollato dai 15-16% al 6-7% in una decina d'anni.
A questo punto perchè non considerara veramente di diventare stiupendiati dello Stato per quanto riguarda il SSN (ovviamente con i farmaci non più acquistati da noi ma dalle regioni e qundi senza nostro impegno di capitale che non sia i locali, i mobli, le attrezzature, e i prodotti che decidiamo di diepensare al di furi del SSN.
Essere pagati dallo Stato per il servizio a loro fornito (compresi i turni) a quota fissa per pezzo o per ricetta coem i laboratori di analisi o le cliniche private, a mutuato equiparati ai medici di base (non so come però) o a stipendio fisso equiparati ai medici ospedalieri.
L'importante è uscire dalla spirale viziosa dell'accusa avete un margine troppo alto evi punisco.
In tal modosarebbe anche più semplice trattare con lo Stato perchè si dovrebbe solamente chiedere aumenti annuali secondo ISTAT e scatti seguendo l'andamento dei costi e dei prezzi.
Con amicizia e pochissima ingenuità, Maurizio Guerra
Ci arebbe molto da scrivere, altre a quanto già scritto.
Hai citato i laboratori di analisi.
Lo sai che hanno un budget, stabilito dalle ASL in base al fatturato degli anni precedenti, che blocca i rimborsi a quel fatturato.
Superata la cifra stabilita, lavorano gratis o, peggio, rimettendoci. _________________ Dr. Raffaele Siniscalchi - Albo dei Farmacisti della Provincia di Foggia N.719 - Consigliere M.S.F.I.
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Mi sembra talmente complicato e ingarbugliato percorrere questa strada che, francamente, faccio fatica a valutare la proposta del Dott. Mori.
Gli sconti regressivi, purtroppo, sono stati, più che accettati, direi barattati e subiti da un sindacato senza nerbo, in un periodo storico in cui l'ebbrezza del gonfiamento dei prezzi aveva illuso che il mercato avrebbe avuto una crescita esponenziale, sia per l'invecchiamento della popolazione che per lo spostamento della ricettazione su prodotti di alto costo.
Ora gli sconti regressivi, a cui si sono aggiunti gli ulteriori tagli che conosciamo e la diminuzione del prezzo dei farmaci, non hanno più senso.
Anche la distribuzione per conto lascia il tempo che trova. In termini di facilità di accesso al farmaco da parte dell'utente, e per il margine di guadagno, variabile tendente al basso in tutto il territorio nazionale, è sopportabile solo se le referenze da gestire sono poche.
Distribuire farmaci comperati dalle Asl e diventarne dipendenti a stipendio fisso, porterà ad un impoverimento della farmacia in termini di efficienza e di reddito.
Oggi il sistema farmacia regge, nonostante la recessione, perchè la maggior parte dei titolari e i loro stretti collaboratori si prodigano nel lavoro oltre misura. Riescono cioè a dare un ottimo servizio perchè non risparmiano il tempo e le energie da dedicare alla loro azienda, di cui si sentono costruttori di un auspicabile miglioramento e di una plausibile crescita.
Quale sarebbe a questo punto lo stipendio adeguato? Quali i criteri per calcolarlo? E in caso di società, o, come nel mio caso, di associazione in partecipazione tra farmacisti, lo stipendio sarebbe moltiplicato per il numero degli addetti? E come verrebbe stabilito il numero consono di farmacisti per ogni farmacia? Avrà ancora significato mantenere la pianta organica? Non correremo il rischio che si faccia avanti l'idea che meno punti vendita ci sono, meno sono gli stipendi da erogare?
Troppe sono le domande, ipotetiche le risposte, lontane le certezze.
Non credo sia per noi "conveniente" perdere il potere di avere nelle nostre mani la gestione economica della spesa farmaceutica: evitando,
naturalmente, di rimetterci finanziariamente.
E allora lottiamo per avere tutto il farmaco in farmacia con un margine sicuro, trasparente, negoziabile a scadenze definite, ed esigiamo il pagamento adeguato delle prestazioni extra farmaco. Se non siamo capaci di ottenere questo, come possiamo pensare di riuscire ad ottenere uno stipendio che riesca a far fruttare tutte le sfumature del nostro lavoro?
E' difficile interpretare il domani, ma non bisogna per questo non curare quello che ci può concedere il presente.
Scusate lo sfogo, spero solo di essere riuscita almeno a comunicare la mia grande confusione.
Sono di turno sei mesi l'anno, a settimane alterne.
Godo delle festività solo nelle settimane in cui non sono di turno.
In pratica, oltre alle otto ore giornaliere di lavoro, devo dare la disponibilità per le restanti, sia nei giorni feriali che festivi.
Le ricette le tariffo io. Le pulizie della farmacia le fa mia moglie, laureata in farmacia come me, che oltretutto mi affianca nel lavoro e trova anche il tempo di essere mamma.
Ditemi, quale stipendio sarebbe disposto a darmi il SSN per il mio lavoro?
E quanto dovrebbe valere l'utilizzo della mia struttura in comodato alla ASL?
Il contratto di un farmacista collaboratore prevede al massimo 40 ore di lavoro settimanali, ergo per coprire un turno di sette giorni necessitano almeno quattro farmacisti, poi necessita un contabile che si occupi dell'incombenze amministrative dell'azienda e della tariffazione, una donna delle pulizie per le circostanze del caso ed eventualmente andrebbero conteggiate le ore di straordinario o di un sostituto nell'eventualità di malattia di un collaboratore.
Alla fine di tutto, quanto costerebbe al SSN mantenere una struttura simile e quale il risparmio, ammesso ci sia, rispetto a quanto oggi ottenuto in termini di qualità di servizio erogato?!
Se oggi mi prodigo è solo perché lavoro per me e costruisco qualcosa di cui sono orgoglioso.
Se qualcuno pensa di potermi rendere un burrattino a contratto in casa mia e farmi sgambettare con margini risicati di guadagno sul farmaco di fascia C e a prestazione con la DPC, si sbaglia di grosso.
Quello che le multinazionali, Alliance Unichem Boots in testa, hanno fatto in Gran Bretagna, qui in Italia, non attacca.
O almeno si spera finché qualcuno, nel sindacato o nella FOFI, non avrà convenienza nel permetterglielo!
Pensiamoci e valutiamo bene chi ci rappresenta. _________________ Dr. Raffaele Siniscalchi - Albo dei Farmacisti della Provincia di Foggia N.719 - Consigliere M.S.F.I.
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Mori, provocazione o no, dice una cosa interessante: in sostanza "fare come i medici di famiglia", una volta obbligati ai turni e schiavi del lavoro, senza ferie, mentre oggi la pacchia è colossale, dati tutti i privilegi di cui godono, fra i quali l'orario di lavoro. 1 o 4 ore al giorno allo stesso prezzo, per cui...1 ora è più che sufficiente...
Il "però" nasce soprattutto dalle differenze immense che vi sono da farmacia a farmacia. Non possiamo "accaparrarci" i pazienti, il fatturato varia molto da una realtà all'altra, i servizi pure, i dipendenti idem.
Dunque un bel macello riuscire a parametrare il tutto in uno stipendio adeguato per il titolare, anche per mandare avanti l'azienda e rinnovarla, ogni tot.
I collaboratori? Chi li paga? Il titolare non più, se i guadagni non lo permettono, dunque ci pensa l'USL? Dubito, nel senso che funzionerebbe come a livello della sanità pubblica, dove si taglia, si taglia, si taglia, senza pensare ai disagi e disservizi.
Diciamo francamente che sarebbe un sogno non avere più "impegni economici" per i farmaci A, avere uno stipendio forfettario adeguato e quindi permettersi anche riduzioni drastiche di orario, tanto siamo pagati lo stesso!
Per il paziente sarebbe un disastro. Già lo vediamo con la DPC, dove farmaci salvavita sono centellinati: Hai un paziente? 1 confezione in ministock. Hai 5 pazienti? 1 confezione in ministock! Hai 20 pazienti? 1 confezione in ministock!!
In pratica sei sempre senza farmaco, il paziente deve tornare, il sabato sera e la domenica non si può ordinare niente, non puoi prenotare il farmaco se non hai i codici della ricetta medica.
Quanto "sparerebbe" il nostro sindacato per un degno onorario?
70 cent, come "onorario professionale per la presa in carico del paziente in integrativa diabete"? Offensivi, no?
E come parametriamo questo famoso stipendio? E come trattiamo gli straordinari a cui ci dobbiamo sottoporre?
E' tanto tempo che sento parlare di remunerazione mista.
Ne sappiamo qualcosa o la spariamo lì perché è di moda e foneticamente gradevole?
Dr. Racca, cosa ne pensa? Quanto chiederebbe? Soprattutto, se mi permette, COSA chiederebbe? _________________ Dall'Isola con furore
Tutto porterà solo a una riduzione dei margini con maggiori incombenze. _________________ Dr. Raffaele Siniscalchi - Albo dei Farmacisti della Provincia di Foggia N.719 - Consigliere M.S.F.I.
http://darimar.altervista.org/movimento/index.php
Tutto porterà solo a una riduzione dei margini con maggiori incombenze.
Aahh, il solito disfattista!!
Ma nooo, dai! SICURAMENTEil nostro sindacato ha in mente qualcosa di così articolato e importante da non poterne parlare, per farci una GRADITA SORPRESA
Secondo me, mi sbaglierò, idee non ce ne sono, proposte nemmeno.
Rintuzzeremo gli attacchi fino ad una tregua armata...se ci arriviamo... _________________ Dall'Isola con furore
Tutto porterà solo a una riduzione dei margini con maggiori incombenze.
Aahh, il solito disfattista!! :lol:
Ma nooo, dai! SICURAMENTEil nostro sindacato ha in mente qualcosa di così articolato e importante da non poterne parlare, per farci una GRADITA SORPRESA :evil:
Secondo me, mi sbaglierò, idee non ce ne sono, proposte nemmeno.
Rintuzzeremo gli attacchi fino ad una tregua armata...se ci arriviamo...
No.
Non disfattista ma pessimista propositivo! _________________ Dr. Raffaele Siniscalchi - Albo dei Farmacisti della Provincia di Foggia N.719 - Consigliere M.S.F.I.
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