Punto Effe 18 - 26 novembre 2009

Editoriale
Cinque mesi dopo

All’interessantissimo forum Meridiano Sanità che si è tenuto a Cernobbio - e di cui vi racconteremo ampiamente sul prossimo numero - il presidente di Farmindustria, Sergio Dompé, ha sottolineato che nel nostro Servizio sanitario, pur unico se paragonato a quello di altri Paesi, mancano scenari coerenti. «La spesa farmaceutica territoriale a carico dello Stato è pari a 188 euro a cittadino, contro una media europea di 265», ha spiegato, «un giorno di ricovero in ospedale corrisponde a quasi tre anni di assistenza farmaceutica, un euro speso per vaccini è uguale a 24 euro spesi per curare chi si ammala. Oggi l’ambito della farmaceutica è quello della sanità gestito meglio, ma si continua a colpire sempre e soltanto questo settore, che ha invece più che mai bisogno di certezze e stabilità».
Le risorse si trovano riducendo gli sprechi, ha detto il viceministro Fazio, sviluppando la prevenzione sul territorio, misurando l’appropriatezza dei ricoveri ospedalieri, intervenendo sulla voce “beni e servizi”, su quella del personale e, anche, testuali parole, «riallineando i margini della distribuzione del farmaco a quelli degli altri Paesi».
Non si fa in tempo a tirare un sospiro di sollievo che, per l’ennesima volta, la farmaceutica torna nel mirino. Federfarma ha ottenuto nei giorni scorsi un ottimo risultato evitando che la ventilata riduzione dei margini della distribuzione, di un ulteriore tre per cento, finisse nel Patto della salute, siglato di recente tra Regioni e Governo. A proposito di “scenari incoerenti”: il risparmio di oltre 400 milioni di euro che si sarebbe ottenuto con quella iniqua misura sulla virtuosa farmaceutica territoriale, secondo le Regioni, doveva essere destinato al ripiano dello sforamento del tetto della spesa farmaceutica ospedaliera, ormai fuori controllo (deficit di 900 milioni di euro nel solo primo semestre 2009, dati Aifa). Oltre il danno, quindi, la beffa.
Le parole del viceministro a Cernobbio fanno però temere che la manovra sia stata soltanto rimandata, probabilmente a primavera, dopo le elezioni regionali. Federfarma ha quindi chiesto che si apra rapidamente un tavolo di confronto per rivedere nel suo complesso il sistema dei margini della distribuzione. Il passaggio a una remunerazione a prestazione - o meglio mista - diventa quindi più urgente che mai. Il sindacato è ora di fronte alla sua partita più difficile: a quel tavolo ci si deve sedere con una proposta chiara, che possa assicurare in futuro le risorse necessarie per continuare a garantire quel servizio di grande efficienza che anche una recente indagine, condotta da Added Value con 5.300 questionari distribuiti ai clienti delle farmacie, ha messo in evidenza.
In vista di questa cruciale partita, il contributo di tutte le menti pensanti della categoria può essere fondamentale. Cinque mesi di tempo: non li si sprechi in lotte intestine e tentativi di delegittimazione degli attuali vertici ma li si dedichi, tutti, ognuno per quel che gli compete, a dare il proprio costruttivo contributo per il bene della categoria.

Laura benfenati

 

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Primo piano intervista
Marco Marzocca

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Primo piano omeopatia
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Riportare l’organismo alle condizioni fisiologiche ottimali in maniera del tutto naturale, agendo sui sistemi di regolazione omeostatica. Con la medicina fisiologica di regolazione

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